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Concerto per telefonino e orchestra

I concerti di musica classica sono sempre più spesso in balia di spettatori rumorosi e maleducati

Approfittiamo dell’inizio della nuova stagione per sottoporvi un’ampia panoramica di tutti i suoni “alternativi”, prodotti dal pubblico, che potrete incontrare durante lo svolgimento di un concerto di musica classica.

La casistica, da noi accumulata grazie ad una lunga esperienza, pur essendo piuttosto vasta, non può essere considerata esaustiva poiché, sia le nuove tecnologie, che la fantasia irrefrenabile dello spettatore maleducato, continuano ad apportare sempre fonti nuove, alternative e rinnovabili di rumori.

Partiamo, quindi, dai “classici”, cominciando con i commenti che gli spettatori si scambiano durante l’esecuzione, rivolti a sottolineare la bellezza del brano che stanno ascoltando, la bravura dell’esecutore oppure, peggio ancora, riguardanti argomenti che nulla hanno a che vedere con quanto si sta ascoltando, che vanno dal gatto che non ama i croccantini di quella marca, alla colf che rompe troppo spesso i soprammobili quando spolvera, tematiche queste ultime tipiche del pubblico femminile di alto lignaggio.

Vi è poi un nutrito campionario di suoni anomali, che finiscono per trasformarsi in un accompagnamento aggiuntivo.

Iniziamo dai colpi di tosse, che spesso sono delle vere e proprie fucilate, in fortissimo aumento data l’età media degli spettatori per cui, soprattutto d’inverno, le sale da concerto assomigliano molto ai cronicari.

I più “furbi”, per risolvere il problema, si muniscono di caramelle o di liquirizie, scartocciando le prime con lentezza esasperante e prelevando le seconde da scatolette di alluminio, che emettono suoni metallici, causati dall’apertura e chiusura del contenitore e dallo scorrimento sul loro fondo delle sunnominate stramaledettissime liquirizie.

Naturalmente tutto questo avviene nel pieno del concerto, preferibilmente durante qualche adagio o altro movimento lento.

Non parliamo, poi, delle buste dei grandi magazzini, che molti spettatori con fare materno accolgono nel loro grembo per cui, ad ogni minimo spostamento, rilasciano suoni oltremodo irritanti.

Altre fonti, che stanno diventando sempre più frequenti, sono i braccialetti ricchi di ammennicoli, veri e propri strumenti a percussione, così come il ventaglio agitato a mo’ di clava, fortunatamente circoscritto ai concerti estivi.

E dove la mettiamo l’apertura di borse e borselli, dove la cerniera lampo, già di per sé fastidiosa, è stata sostituita dall’apertura a strappo?

Ma, se pensate che, una volta aperta la borsa, si riesca subito a trovare ciò che si cerca, vi sbagliate di grosso, per cui il secondo passaggio consiste nel perquisire a fondo questi buchi neri casalinghi dove, siatene certi, prima di raggiungere gli occhiali o il pacchetto di fazzolettini, bisogna passare e smuovere almeno due o tre mazzi formati da decine di chiavi.

Rari, ma non per questo meno molesti, gli arrotolamenti e srotolamenti del cartoncino contenente il programma della serata e la consultazione, con giro più o meno veloce di pagine, dell’agenda degli appuntamenti o del quotidiano che non si è riusciti a leggere fino a quel momento (e in tal caso ci siamo spesso chiesti quale recondito motivo spinga individui del genere a frequentare i concerti).

Gli esempi proseguono con gli spettatori che canticchiano il motivo mentre viene eseguito, che accompagnano un brano, dirigendolo dal loro posto con tutta la foga possibile, che battono il tempo con qualche oggetto se non con mani e piedi.

Discorso a parte meritano gli applausi, giusto riconoscimento nei confronti degli artisti.

Al proposito, è buona norma battere le mani al termine di un brano, mai fra un movimento e l’altro e, soprattutto, attendere che l’ultima nota si sia allontanata, in quanto non solo non si riceve nessun premio se si applaude prima degli altri, ma si potrebbe incorrere nelle ire di qualche interprete meno accondiscendente nei confronti del pubblico.

La ciliegina sulla torta è rappresentata, ormai da diversi anni, dagli squilli dei cellulari e, quanto più il concerto è importante, tanto più si può scommettere che, prima o poi, qualche telefonino entrerà in azione, magari con una suoneria che riporta il motivo di un famoso brano di musica classica.

Il bello è che, in taluni casi (lo abbiamo purtroppo constatato di persona), chi riceve la chiamata, lungi dal vergognarsi, risponde e comincia a conversare amabilmente al telefono con il suo interlocutore.

Sempre in tema di cellulari, segnaliamo anche quelli che inviano messaggini durante il concerto, naturalmente utilizzando una tastiera sonora.

L’ultimo esempio di tecnologia avanzata, al servizio dello spettatore fastidioso e maleducato, è costituita dai sistemi di ripresa delle immagini, con macchine fotografiche digitali che, ad ogni scatto, rilasciano un suono simile a quello delle fotocamere tradizionali (effetto che si potrebbe tranquillamente eliminare) e videocamere portatili che, quando ricominciano le riprese, emettono un bip piuttosto invadente.

Questo, più o meno, è quanto ci attende nella stagione che sta per iniziare e, a parziale consolazione, va detto che il problema non riguarda solo il nostro paese ma, a giudicare dalle lamentele riscontrate su diversi siti stranieri, rientra anch’esso nella categoria dei fenomeni “globalizzati”.