Questo sito contribuisce alla audience di

Autunno Musicale 2007: secondo concerto

LA NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI FA EMERGERE I SENTIMENTI DI HAYDN, WAGNER E BRAHMS

Secondo concerto all’Auditorium della Rai di Napoli, nell’ambito dell’Autunno Musicale 2007 della Nuova Orchestra Scarlatti.

Il programma stavolta era incentrato su tre grandi autori, presi in un particolare momento della loro vita, sottolineato rispettivamente da un notturno, un idillio ed una serenata.

In una sorta di “istantanea” musicale, abbiamo prima ascoltato il Notturno n.1 in do maggiore per fiati e archi, di Franz Joseph Haydn, appartenente ad una serie di composizioni, costituita da Cinque concerti per lira organizzata e Otto notturni, che il re Ferdinando IV di Borbone gli aveva commissionato, con l’intento di averlo alla sua corte.

In particolare i notturni risalgono al 1790 e posseggono una rinnovata freschezza, causata dal sollievo per la recente ed improvvisa dipartita del principe Nikolaus Estherazy, oppressivo mecenate di Haydn.

Lo scioglimento dell’orchestra di corte ed il relativo pensionamento, rendevano in quel momento Haydn un uomo finalmente libero e senza problemi di natura economica che, libero di scegliere il proprio futuro, finì per andare in Inghilterra, deludendo le speranze di Ferdinando al quale rimasero solo le composizioni, peraltro di elevata fattura.

Al proposito ci teniamo a sottolineare come Ferdinando IV, che si è guadagnato una serie di appellativi non certo esaltanti, a cominciare da quello di “re lazzarone”, per la sua dimestichezza con i cosiddetti “lazzari”, che rappresentavano la parte più povera della popolazione, fosse un buon musicista dilettante.

Non è quindi vero, come si legge da più parti che fosse “uomo completamente privo di gusti musicali” ma, si sa, purtroppo la storia la scrivono gli intellettuali al servizio dei vincitori.

Tenerissima la storia sottesa alla versione per piccola orchestra dell’Idillio di Sigfrido di Wagner.

In questo caso il dedicatario è il neonato figlio di Richard e Cosima Liszt, terzo in ordine di nascita, ma unico maschietto e la “prima” di questo brano, che abbraccia, in chiave cameristica, i motivi tratti dall’Anello del Nibelungo , ebbe luogo all’alba del 25 dicembre 1870, davanti a casa di Wagner, eseguita da un gruppo di orchestrali amici del compositore.

La seconda parte della serata è stata invece rivolta alla Serenata n. 2 in la maggiore, op. 16, opera giovanile di Brahms che, non sentendosi ancora pronto al salto sinfonico, si ispirava ad un genere settecentesco, per il quale era sufficiente una ridotta strumentazione, fornendo comunque la sua personale impronta.

Fra le caratteristiche del lavoro ricordiamo l’assenza di violini, originali soluzioni ritmiche, come il quasi minuetto del quarto movimento che all’inizio sembra quasi un blues ed il fatto che, pur essendo stata pubblicata inizialmente nel 1860, la versione attualmente più utilizzata è quella revisionata e data alle stampe nel 1875.

Come si può vedere, un programma ricco, come sempre, di richiami storici e musicali, grazie alla perizia del maestro Enzo Viccaro, che ne ha curato i dettagli e ribadito i tratti salienti nella breve presentazione che ha preceduto il concerto.

Riguardo alla Nuova Orchestra Scarlatti, la compagine ha mostrato un affiatamento ed un giusto equilibrio fra i fiati e gli archi nei brani di Haydn e Brahms e ottime individualità nell’idillio wagneriano, merito degli strumentisti ed anche del direttore, Aurelio Canonici, dotato di un gesto sicuro, misurato ed essenziale che nulla concede alla platea.

Il prossimo appuntamento con l’Autunno Musicale è per venerdì 16 novembre, con un programma che attraverserà tutto il XX secolo, giungendo fino ai nostri giorni, ma nel frattempo la Nuova Orchestra Scarlatti ritornerà all’Auditorium della Rai già domenica 11 novembre, per il primo concerto di una particolare rassegna intitolata “Musica per il sociale”.