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“I Suoni di Napoli 2007”

ALLA CHIESA BRITANNICA ECCEZIONALE CONCERTO DELLA WIND SIMPHONIETTA DIRETTA DA GIANNI MOLA

Secondo appuntamento con la rassegna “I Suoni di Napoli 2007”, organizzata dall’Associazione Professori Orchestra Alessandro Scarlatti che, dopo l’inaugurazione tenutasi nella Chiesa di S. Maria Maggiore, è ritornata alla Chiesa Britannica, suo naturale luogo di elezione.

Ospite della serata la Wind Simphonietta (nella foto dello Studio Montparnasse), straordinario ensemble di fiati diretto da Gianni Mola, che si è confrontato con un programma alla portata di tutti ed al tempo stesso molto raffinato, grazie ad una serie di arrangiamenti dove l’eleganza e la misura hanno sempre prevalso sull’effetto.

L’inizio è stato rivolto all’Ouverture, tratta dalla Musica per i reali fuochi d’artificio di Händel, alla quale hanno fatto seguito la Sinfonia dall’opera rossiniana L’Italiana in Algeri e la “Gershwin Fantasy”, omaggio del maestro Mola al grande compositore statunitense morto 70 anni fa.

Dopo l’intervallo, la delicata e dolce Pavana, op. 50 di Fauré ha preceduto alcuni brani legati alla tradizione folcloristica, come le Danze popolari rumene di Bartók, la Danza norvegese in la maggiore, op. 35 di Grieg e la Danza slava in sol minore, op. 46 n. 8 di Dvořák, mentre la conclusione è stata affidata alla celeberrima Marcia op. 39 n. 1 da Pomp and Circumstance dell’inglese Elgar.

Nell’ambito di un repertorio così diversificato, la Wind Simphonietta ha mostrato una grande compattezza, senza il minimo accenno a sbavature, che nel caso dei fiati sono fatali in quanto facilmente percepibili anche dai profani, ed ha inoltre evidenziato una eccezionale versatilità, dando sempre il giusto tono ai brani interpretati.

Merito dei suoi componenti, strumentisti di elevatissimo spessore e, naturalmente, del loro direttore, Gianni Mola, i cui arrangiamenti, lo ripetiamo, erano veramente ben concepiti.

Per tutti valga l’esempio delle Danze di Bartók, scritte in origine per pianoforte e poi trascritte dall’autore in versioni a noi più familiari (per orchestra d’archi o per ridotte formazioni cameristiche), che interpretate solo dai fiati acquistano una nuova luce, particolarmente aderente alla loro origine gitana.

In conclusione, quindi, abbiamo assistito ad un bellissimo concerto, ed è un vero peccato che la concomitanza con l’incontro della Nazionale di calcio abbia fatto affluire meno pubblico del previsto.

La rassegna proseguirà sabato 24 novembre con il concerto dell’orchestra “Alessandro Scarlatti”, diretta da Renato Piemontese, incentrato sull’esecuzione di musiche del repertorio russo.