Classiche suggestioni

CON LA CASA MILANESE IDYLLIUM ALLA SCOPERTA DELLA "ROMA TRE ORCHESTRA"

L’Italia è veramente uno strano paese anche in campo musicale, se si pensa che, nonostante molte orchestre debbano giornalmente combattere contro la penuria di fondi, ogni tanto sorgono, per iniziativa di qualche appassionato, nuove compagini di discreto livello artistico.

Un caso eclatante è rappresentato dalla Roma Tre Orchestra, il cui esordio ufficiale risale al 2002, costituita da studenti o ex studenti dell’omonima struttura universitaria capitolina, supportati da musicisti professionisti che, oltre a trasmettere la loro esperienza, fungono da collante fra gli elementi delle varie sezioni.

La giovane formazione ha ora l’opportunità di farsi conoscere anche al di fuori del suo ambiente, grazie ad un recentissimo cd della casa discografica milanese Idyllium, intitolato “Classiche suggestioni”.

Il disco si riferisce alla registrazione di un concerto, tenuto dalla Roma Tre Orchestra il 16 gennaio di quest’anno al Teatro Palladium, ed iniziato con l’esecuzione della Sinfonia, tratta da “Il Barbiere di Siviglia”.

La celeberrima opera di Rossini esordì proprio a Roma nel 1816, al Teatro Argentina e, come accennato anche nel libretto illustrativo del cd, la “prima” conobbe un clamoroso insuccesso.

Seconda composizione in programma, il Concerto in sol minore per pianoforte ed orchestra di Gino Palumbo, ricercatore di Analisi Matematica presso il Dipartimento di Matematica di Roma Tre e cultore della musica legata ai grandi del passato.

Una predilezione che si riscontra anche nel suo brano, scritto nel 2005 e qui in prima assoluta, di ispirazione beethoveniana, molto gradevole, ma che presenta il limite di risultare totalmente privo di qualsiasi spunto moderno, per cui si potrebbe collocare in un ipotetico filone post-romantico del XXI secolo.

Conclusione nel segno di Mendelssohn-Bartholdy, con la Sinfonia n. 4 in la maggiore, op. 94, più nota come “Italiana”, dove l’autore volle fissare sulla carta i ritmi popolari che lo avevano colpito maggiormente nel suo lungo viaggio intrapreso nel nostro paese durante il 1830.

Sempre a proposito di questa composizione, ricordiamo che conobbe il suo esordio nel 1833 a Londra, diretta dal compositore in persona e, che, in ordine cronologico risulta la terza, ma fu la quarta ad essere pubblicata, postuma, nel 1851.

Per quanto riguarda l’interpretazione, la Roma Tre Orchestra, diretta da Pietro Mianiti, è sicuramente una compagine di notevole livello, dotata di un suono compatto, buone individualità, ed eccellenti sezioni sia di fiati che di ottoni.

Un cenno merita anche il giovane e promettente Vincenzo Oliva, bravo solista nel Concerto per pianoforte di Palumbo e, a questo punto, non ci resta che chiudere, sottolineando ancora una volta l’iniziativa dell’Idyllium, volta ad evidenziare la Roma Tre Orchestra, una formazione che ha tutte le carte in regola per raggiungere ambiziosi traguardi.

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