
Il recente appuntamento dei “Concerti di Autunno”, rassegna organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana, è stato caratterizzato da un particolare spettacolo dal titolo “Vertigini di colore” dove si intrecciavano recitazione, musica, canto e danza.
Il lavoro era incentrato sulle tragiche vicende legate alla vita di Frida Kahlo, pittrice messicana della quale quest’anno cade il primo centenario della nascita.
Figura di donna dal carattere fortissimo, dovette lottare fin da bambina per superare le menomazioni causategli dalla poliomielite e, come se non bastasse, ancora adolescente, fu coinvolta in un pauroso incidente stradale, che straziò il suo corpo, negandole anche la possibilità di diventare madre e costringendola a più di una trentina di interventi chirurgici che non risolsero i suoi problemi, per cui morì a soli 47 anni.
Nonostante le indicibili sofferenze che accompagnarono la sua esistenza, trovò sempre la forza di lottare, incanalando le sue energie verso la pittura, con quadri dai colori sgargianti, dove spesso trovano posto crudi particolari anatomici, e nella passione nei confronti di uomini, come il pittore Diego Rivera (sposato due volte), e donne.
Ritornando a “Vertigini di colore”, esso nasce da un’idea di Luciana Renzetti, impegnata anche nella regia, che ha preso spunto da uno dei quadri più noti della Kahlo, Le due Frida, dove la pittrice si autoritrae in abiti europei e messicani, e le due figure, sedute su una panchina, sono legate da altrettanti cuori, ben in evidenza, uno sano ed uno malato, riferimento alla sua imminente separazione da Rivera.
Ad Antonio Spagnuolo è toccato il compito di tradurre in testo questa intuizione, dando vita ad un serrato dialogo fra le due Frida, personaggi non in contrapposizione, ma che si completavano, in modo da fornire uno spettro quanto più ampio possibile della personalità della Kahlo.
Nella finzione scenica i due personaggi sono stati interpretati da Adriana Carli, calatasi molto bene nella Frida passionale, e dalla brava Rosangela Nardiello, nel ruolo della Frida più compassata, mentre la voce narrante era quella di Sergio Ragni.
I momenti musicali, che hanno accompagnato le immagini dei quadri maggiormente rappresentativi o fatto da sottofondo ai dialoghi, erano ben curati dalla pianista Maria Grazia Ritrovata Buonoconto, dal chitarrista Salvatore Morra e dalle voci e dalle chitarre di Susanna Canessa e Mariella La Rosa, con melodie prevalentemente centro e sudamericane.
Il contributo della danza è stato invece affidato, tramite un sensuale tango, alle brave ballerine Tiziana Soreca e Angela Rasulo, la cui coreografia era di Dorina Iancu.
Lo spettacolo si è chiuso con la lirica “Viva la vida”, scritto dalla pittrice otto giorni prima di morire, dalla quale emerge una persona che, a dispetto delle sofferenze fisiche e morali patite, mostra ancora una straordinaria voglia di vivere, prima letto con grande trasporto dalla Renzetti, nella traduzione italiana, e poi cantato in lingua originale da Susanna Canessa e Mariella La Rosa.
In conclusione uno spettacolo forte e intenso che, nella sua concisione, è sicuramente riuscito ad inquadrare molto bene Frida Kahlo, figura affascinante e tragica della pittura mondiale del Novecento.

Marco del Vaglio









Anteprima del commento