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Sgambati: integrale della musica pianistica - Vol. V

PUBBLICATO DALLA TACTUS IL PENULTIMO CD DI FRANCESCO CARAMIELLO RIVOLTO AI BRANI PER PIANOFORTE DEL COMPOSITORE ROMANO

Seguiamo da molto tempo Francesco Caramiello e recensire un suo nuovo disco risulta sempre più difficile in quanto abbiamo quasi la sensazione di aver esaurito tutti gli elogi possibili.

D’altronde, negli ultimi anni, contraddistinti da poche apparizioni sulla scena napoletana e un discreto numero di incisioni discografiche, il maestro si è sempre mantenuto a livelli altissimi.

Ciò si può constatare anche in questo quinto appuntamento con la musica pianistica di Sgambati, penultimo di un integrale di sei volumi, che esordì nel 2000 con un’altra casa discografica e solo ora è vicino alla conclusione, grazie all’interessamento della Tactus.

Chi conosce Caramiello, sa con quale meticolosità e scrupolo prepari ogni suo recital e ogni suo disco e che, al momento musicale, fa sempre precedere studi ben documentati sugli autori presi in considerazione.

Non è quindi un caso che, dovendo curarne l’opera omnia per pianoforte, sia andato a scartabellare nell’Archivio di Sgambati, riportando alla luce abbozzi e partiture inedite.

Perciò anche questo quinto volume, che raccoglie diciassette brani, per la maggior parte piccole miniature, è ricco di “prime esecuzioni assolute”, fra le quali ricordiamo la Toccata (dal Preludio e Toccata in sol maggiore con il quale si apre il cd), due Valzer, uno Scherzo in re minore (ricostruito da Caramiello), una Mazurka in la minore (di non certa attribuzione pur se rinvenuta nell’archivio del compositore) ed il conclusivo Trois morceaux pour piano à 4 mains, sotto il cui nome il pianista ha raccolto tre pezzi del 1866, senza titolo, sorprendentemente moderni per l’epoca.

La brevità e il carattere, sovente salottiero, non devono però trarre in inganno, poiché spesso le composizioni sono caratterizzate da ardui passaggi, che mettono a dura prova l’interprete.

Come sempre Caramiello si dimostra all’altezza del suo compito, fornendo un’interpretazione di grande spessore e raffinatezza, che abbina una comprovata abilità esecutiva ad una gamma espressiva, dalla quale traspare la sua passione per la musica di Sgambati.

Ricordiamo, ancora, l’ottimo contributo del pianista Francesco Libetta, impegnato nei Trois Morceaux, ed un esaustivo libretto illustrativo bilingue (italiano e inglese), curato dallo stesso Caramiello, che andrebbe letto prima di ascoltare il disco.

Un consiglio apparentemente ovvio, perché sappiamo come molti, per evitare sforzi di traduzione o constatandone la pochezza, danno una scorsa rapida alle note di accompagnamento, quando non le saltano a pie’ pari.

In definitiva, questo quinto volume dell’integrale di Sgambati, inciso dalla Tactus, oltre ad esaltare la classe di Francesco Caramiello, contribuisce a gettare nuova luce su un compositore non ancora abbastanza apprezzato.