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L'apprendista stregone di Paul Dukas

DA LUCIANO DI SAMOSATA A DISNEY, PASSANDO PER GOETHE

Uno dei casi più eclatanti, in cui il brano musicale ha ottenuto un successo di gran lunga superiore alla vicenda dalla quale derivava, è sicuramente quello relativo a “L’apprendista stregone”, che ha alle spalle una storia che inizia addirittura nel II secolo.

Nelle Philopseudes, dello scrittore satirico greco Luciano di Samosata, si narra, infatti, di Eucrate, giovane apprendista del mago Pancrate, desideroso di carpire i segreti del suo maestro.

Trovatosi un giorno da solo, il ragazzo sperimenta un sortilegio che aveva visto fare allo stregone che, grazie ad alcune parole magiche, riusciva ad animare un pestello ed inviarlo ad attingere acqua con un’anfora.

L’incantesimo riesce e il pestello svolge il suo compito, ma Eucrate, ignorando la formula necessaria per riportare l’oggetto allo stato iniziale, non è in grado di fermarlo, per cui esso continua imperterrito a prendere l’acqua e a versarla dentro la casa del mago.

A questo punto il giovane tenta di risolvere il problema tagliando il pestello con un’accetta, ma ottiene come unico risultato la formazione di due “gemelli”, di dimensioni più piccole, che si muovono ancora più velocemente.

Solo il ritorno del mago porrà fine a quella situazione incresciosa ed anche all’apprendistato di Eucrate.

La storia fu ripresa nel 1797 da Wolfgang Goethe, che la trasformò in una ballata di 14 strofe dal titolo Der Zauberlehrling dove, rispetto all’originale, il pestello era sostituito da una scopa, che doveva riempire d’acqua la vasca situata nella casa del mago ed il finale non specificava la sorte toccata all’apprendista.

Giusto un secolo dopo, il francese Paul Dukas (1865-1935), ispirandosi a Goethe, compose L’apprendista stregone, breve brano di natura descrittiva, tipico della cosiddetta musica a programma.

Per tale motivo, il pezzo sarebbe dovuto rientrare nell’ambito del poema sinfonico ma, tenendo presente il ritmo e la velocità che lo contraddistinguevano, l’autore preferì l’appellativo di scherzo sinfonico.

La composizione ebbe subito successo e la sua notorietà proseguì negli anni successivi, raggiungendo la consacrazione definitiva quando fu utilizzata da Walt Disney, che affidò a Topolino il ruolo dell’apprendista, in uno degli episodi più riusciti del cartone animato “Fantasia”.

In chiusura si può quindi affermare che, senza questo piccolo capolavoro, Dukas avrebbe conosciuto lo stesso oblio nel quale sono tuttora avvolti molti dei musicisti francesi suoi contemporanei.