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Gottschalk: Integrale dei brani orchestrali

LA COLLANA AMERICAN CLASSICS DELLA NAXOS DEDICA UN BELLISSIMO CD AL COMPOSITORE NATIVO DI NEW ORLEANS

Nato nel 1829 a New Orleans, Louis Moreau Gottschalk si guadagnò il soprannome di “Chopin dei Creoli” per il virtuosismo pianistico esibito durante le sue numerose tournée, che toccarono non solo le Americhe, ma anche l’Europa.

Come compositore è invece molto meno noto in quanto, oltre ad essere morto ad appena 39 anni, l’incessante attività concertistica, indispensabile per supportare finanziariamente la madre e le sue quattro sorelle, gli permise di portare a termine pochissime partiture.

Chi si voglia confrontare con il suo repertorio, si trova spesso a dover fare i conti con spartiti ricchi di annotazioni da decifrare e quasi tutti “in brutta copia”, il che diventa un forte deterrente e giustifica anche la scarsa quantità di incisioni rivolte alle sue musiche.

Per questo motivo assume un valore elevatissimo il recente cd della Naxos, collana American Classics, che raccoglie l’integrale dei brani orchestrali di Gottschalk.

Le partiture sono frutto dell’immane lavoro portato avanti da Richard Rosenberg, che ha rielaborato tutte le composizioni, integrando e aggiungendo, quando necessario, le parti strumentali, sempre nel rispetto dello spirito dell’autore statunitense.

Ne è venuto fuori un piccolo capolavoro, dove i diversi pezzi, che possono essere considerati in prima registrazione mondiale, assumono una luce particolarmente brillante.

Il cd si apre con la Sinfonia n. 2 “À Montevideo”, dove già nel breve movimento iniziale si può apprezzare il valore di Gottschalk come orchestratore.

Tocca poi alla Celebre Tarantella per pianoforte ed orchestra, che rappresentò uno dei cavalli di battaglia del compositore durante i suoi recital.

Il virtuosismo del pezzo era tale che conobbe un gran numero di versioni e, solo da pochi anni, è stato ritrovato il manoscritto originale, sul quale si basa la presente incisione.

Terzo brano in programma, la tonadilla escénica (sorta di operetta esclusivamente spagnola) dal titolo Escenas Campestres Cubanas.

Unica opera giunta a noi, ideata per i concerti da lui tenuti all’Avana, non solo testimonia l’amore di Gottschalk per il genere lirico, ma appare di grandissimo interesse per la presenza di passaggi molto vicini al ragtime.

A seguire troviamo le Variazioni da concerto sull’inno portoghese del Re Luigi I, che prende spunto da una marcia scritta dal nonno del sovrano, l’imperatore brasiliano Pedro I, dove ancora una volta il pianoforte ha un ruolo preminente, mentre il lato religioso del musicista viene evidenziato dalla successiva Ave Maria.

E’ quindi la volta della Grande Ouverture intitolata La caccia del giovane Enrico, fantasia elaborata sul medesimo motivo del francese Mehul, con la presenza di ben 5 pianoforti, che risale al soggiorno parigino di Gottschalk, durante il quale ebbe modo di conoscere Chopin e Berlioz.

Il disco termina con la Sinfonia n. 1, nota anche come “Una notte ai Tropici”, piacevolissimo brano ricco di trascinanti melodie afro-cubane.

Dal punto di vista stilistico, la cultura molto vasta ed eterogenea acquisita da Gottschalk durante il suo lungo girovagare, lo portò a scrivere brani dove possiamo trovare ben amalgamati ritmi europei e afro-americani.

Altre caratteristiche sono una presenza costante del pianoforte e la netta prevalenza di tempi veloci, sostenuti da un’orchestrazione molto corposa, soprattutto nei fiati, dove spesso trovano posto anche strumenti legati alle tradizioni popolari.

Nel complesso abbiamo a che fare con partiture elaborate, che possono essere eseguite solamente da una compagine dotata di estrema versatilità e la Hot Spring Festival Symphony Orchestra, diretta dal già citato Richard Rosenberg fornisce una prova straordinaria per compattezza e qualità del suono.

Molto bravi anche Michael Gurt (solista nella Tarantella e nelle Variazioni), John Contiguglia, Richard Contiguglia, Angela Draghicescu, Chin-Ming Lin e Joshua Pepper, impegnati nella Grand Ouverture.

Un cenno finale meritano anche il soprano Melissa Barrick che dà voce all’Ave Maria e Anna Noggle (soprano), Darryl Taylor (tenore) e Richard Ziebarth (basso-baritono) brillanti interpreti della tonadilla.

In conclusione un cd di elevatissimo valore, dove l’orchestra e tutti i solisti contribuiscono a fornire un’idea molto precisa della grandezza di un compositore misconosciuto come Louis Moreau Gottschalk.