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Alkan: Brani per organo, vol. 2

DALLA TOCCATA CLASSICS UN REPERTORIO INEDITO DELL’AUTORE FRANCESE

Charles-Valentin Alkan (1813-1888) costituisce un autore a sé stante nella storia musicale francese dell’Ottocento.

Nato a Parigi in una famiglia di origini ebraiche, mostrò subito doti eccezionali vincendo, ad appena sette anni, il primo premio di solfeggio al locale Conservatorio.

Ma fu la sua incredibile bravura nel suonare il pianoforte che gli diede grande notorietà nella capitale francese, in un periodo particolarmente favorevole ai virtuosi che lì convenivano da ogni parte d’Europa.

Ebbe quindi la possibilità di conoscere Chopin, con il quale strinse una sincera amicizia, mentre l’affacciarsi sulla ribalta di un altro grandissimo esecutore come Liszt, contribuì ad offuscare il suo astro.

Non sappiamo fino a che punto il successo del compositore ungherese abbia pesato negativamente sulla carriera di Alkan.

Sta di fatto che le sue esibizioni in pubblico, a partire dal 1845, risultarono sporadiche e distanziate di vari anni, ed un carattere poco incline alla socialità fece il resto.

Oltre ad essere un solista eccezionale, Alkan ci ha lasciato una serie di brani, che sono emersi negli ultimi decenni, dove il pianoforte è il principale protagonista.

Praticamente sconosciute, invece, le sue composizioni per pianoforte con pedaliera, uno strumento molto in voga alla sua epoca, e per harmonium, entrambe adattabili ad un’interpretazione organistica, che sono al centro del secondo dei tre volumi, rivolti all’integrale della musica per organo dell’autore francese, editi dalla Toccata Classics (distribuita in Italia da Ducale Music).

Alcuni brani sono qui presenti in prima registrazione mondiale, a cominciare da quello di apertura del cd, Pro Organo, risalente al 1850, approccio iniziale della produzione di Alain alla produzione organistica.

La sua estrema brevità fa presupporre che, in origine, esso appartenesse ad un abbozzo di un lavoro più complesso che non fu mai sviluppato.

Successivamente sono proposti i pezzi, dal n. 7 al n. 12, tratti dai 12 Études d’Orgue ou de Piano à Pédales pour les pieds seulement (la prima metà è reperibile nel volume edito in precedenza), dedicati intorno al 1869 al compositore ed organista Louis Lefébure-Wély.

Ma la parte preponderante del disco è rappresentata da 11 Pièces dans le Style Religieux, et 1 Transcription, du Messie de Handel, Op. 72, un gruppo di brani a volte leggeri (ma solo in apparenza), in altri casi di grande intensità.

Concepiti, come indica l’intestazione autografa, “per pianoforte o harmonium”, si inseriscono nel solco della grande tradizione organistica francese e, a tal proposito, non vanno dimenticati i contatti che Alkan ebbe con i migliori musicisti del genere, a partire da Franck.

Per quanto riguarda l’esecuzione, il britannico Kevin Bowyer, che aveva già ricevuto grandi elogi e critiche molto favorevoli all’indomani dell’uscita del primo volume, conferma di essere un interprete ideale della musica organistica di Alkan.

Il suo tocco e la sua sensibilità ci restituiscono un Alkan lieve, piacevole e soprattutto molto distante da quello estremamente complesso e, talora piuttosto pesante, che caratterizza la produzione pianistica del musicista transalpino.

Va infine segnalato lo splendido libretto di accompagnamento, curato con estrema precisione e dovizia di particolari dal noto critico e musicologo Malcolm MacDonald, che completa nel migliore dei modi l’ennesima perla della Toccata Classics.