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Bruckner: Sinfonia n. 7

IN UN RECENTE CD DELLA CSO-RESOUND, LA CHICAGO SYMPHONY ORCHESTRA, DIRETTA DA BERNARD HAITINK, FORNISCE UNA GRANDE INTERPRETAZIONE DELLA CELEBRE SINFONIA DELL’AUTORE AUSTRIACO

Anton Bruckner (1824-1896) rappresenta una figura molto particolare nell’ambito della musica dell’Ottocento.

Le sue origini contadine e il suo carattere timido lo tennero lontano dagli ambienti che contavano per cui, noto in tutta Europa per le sue eccezionali esibizioni organistiche, fece non poca fatica ad imporsi come compositore.

Approdò tardi agli studi musicali, tanto che la prima delle sue 11 sinfonie (nove contraddistinte da un numero d’opera e due senza, catalogate come “zero” e “doppio zero”), risale al 1864 ed ognuna di quelle “ufficiali” presenta almeno un paio di versioni, causate da una totale insicurezza che lo portava spesso a modifiche e rimaneggiamenti.

La sua fama come compositore ebbe inizio a Lipsia nel 1884, quando la “prima” della Sinfonia n. 7, diretta da Arthur Nikisch, conobbe un’accoglienza trionfale da parte del pubblico e costrinse i critici, che fino ad allora avevano colpevolmente ignorato Bruckner, a occuparsi della sua musica.

Da quel momento l’autore austriaco fu considerato, dai sostenitori di Wagner, il suo erede naturale e contrapposto a Brahms.

Ne nacque un’accesa e lunga polemica, dalla quale Bruckner si tenne sempre alla larga, pur non nascondendo una sorta di venerazione per Wagner.

Ritornando alla “Settima”, alla consueta e robusta presenza di ottoni, il compositore austriaco aggiunse nella partitura la cosiddetta Tuba di Wagner (una “prima volta”, in ambito sinfonico, dello strumento utilizzato dall’ autore tedesco ne L’Anello del Nibelungo).

Inoltre, affidò agli archi numerosi spunti di marcato romanticismo, che furono sicuramente alla base del successo ottenuto all’esordio dalla sinfonia e della sua successiva diffusione in tutti i più famosi teatri del mondo, al punto che ancora oggi risulta in assoluto il brano di Bruckner più eseguito.

La composizione è stata oggetto anche di un discreto numero di incisioni e, fra le più recenti, segnaliamo quella della Chicago Symphony Orchestra, diretta da Bernard Haitink, raccolta in un cd “live” della neonata etichetta CSO-Resound (distribuita in Italia dalla Ducale Music).

La registrazione si avvale, da una parte, di una compagine, attualmente fra le migliori a livello mondiale, non nuova a confrontarsi con questo monumentale lavoro e, dall’altra, dell’apporto di Haitink, uno specialista del repertorio bruckneriano, avendo inciso più volte l’integrale di tutte le sue sinfonie.

Il risultato finale risulta di elevatissimo livello ed evidenzia la bravura, l’affiatamento e la versatilità delle singole sezioni della Chicago Symphony Orchestra, che contribuiscono con grande equilibrio ad un’insieme orchestrale compatto e danno luogo ad un’esecuzione di estrema raffinatezza, dove emerge in pieno lo spirito del compositore austriaco.

In definitiva, dopo l’esordio avvenuto con una eccezionale “Terza” di Mahler, anche questo secondo cd, autoprodotto dalla compagine statunitense, si avvia a diventare un sicuro punto di riferimento discografico per quanto riguarda una delle più note sinfonie di Bruckner.