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Quincy Porter: Integrale dei quartetti per archi

L’ALBANY RECORDS DEDICA UN DOPPIO CD ALL’ILLUSTRE COMPOSITORE STATUNITENSE

Il quartetto per archi è un genere non molto frequentato dai compositori statunitensi.

Una delle eccezioni è rappresentata da Quincy Porter (1897-1966), autore di nove quartetti, che utilizzò spesso questa formazione anche per altri brani, compreso l’ultimo, un quartetto per archi e oboe, scritto poco prima di morire.

Ai suoi tempi fu abbastanza noto non solo come autore ma anche quale bravo solista ed affermato docente e diede un forte impulso alla cultura musicale americana, ricoprendo in questo ambito ruoli prestigiosi.

Nonostante ciò, una volta scomparso, il suo nome cadde quasi subito nell’oblio più totale e, solo in tempi recenti, grazie soprattutto ai brani cameristici, sta ricominciando ad ottenere una certa visibilità.

A questo proposito riveste grande importanza un recente doppio cd della Albany Records (casa distribuita in Italia da Milano Dischi), rivolto all’integrale dei quartetti per archi di Porter eseguiti dal Potomac String Quartet.

L’album presenta in ordine cronologico le nove composizioni, che coprono un arco di tempo di circa 35 anni, permettendo di seguire lo stile del musicista che, pur conoscendo una naturale evoluzione, non sconfinò mai nell’atonalità, da lui poco amata, così come gli autori che vi avevano aderito.

Certo, non siamo di fronte al quartetto “classico” e vi sono sicuramente cenni di modernità (d’altronde siamo fra l’inizio degli anni ‘20 e la fine degli anni ‘50, un periodo che ha portato grossi sconvolgimenti anche in ambito musicale), ma la cantabilità ed anche l’elemento popolare prendono spesso il sopravvento.

Ancora, si può constatare una sempre maggiore tendenza verso una sintesi, che si manifesta in particolare negli ultimi due quartetti, concepiti in un unico movimento ed infine va sottolineato che, più della metà delle composizioni risultano dedicate a ensemble o a singole persone, fra le quali spicca la pianista e mecenate americana Elisabeth Sprague Coolidge.

A completamento della produzione per quattro strumenti ad arco, il doppio cd contiene In Monasterio, Our Lady of Potchaiv (su un motivo popolare ucraino), uno Scherzo ed una Fuga, brani tutti di estrema brevità.

Uno sguardo conclusivo al Potomac String Quartet, formato da George Marsh e Sally McLain (violini), Tsuna Sakamoto (viola) e Steven Honigberg (violoncello), per sottolineare la bravura, l’affiatamento e la sensibilità dell’ensemble, i cui strumentisti, giovani ma già molto maturi, si dimostrano a loro agio nell’eseguire brani di discreta difficoltà.

In conclusione la raccolta risponde pienamente allo scopo che si era prefissa, riportando in auge un autore colpevolmente dimenticato, tramite alcune delle sue composizioni più significative.