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Comunicato stampa Gioventù Musicale di Camerino

IL PIANISTA IRANIANO RAMIN BAHRAMI ESEGUE L’ARTE DELLA FUGA DI J.S. BACH PER IL TERZO APPUNTAMENTO DI CONCERTI A PALAZZO A CAMERINO (MC)

Riprende la serie di concerti della Gioventù Musicale di Camerino con un appuntamento d’eccezione, quello con il pianista iraniano Ramin Bahrami, artista salito alla ribalta internazionale qualche anno fa grazie alle pregevoli interpretazioni di alcuni capolavori di J.S. Bach.

L’etichetta discografica Decca ha pubblicato infatti le Variazioni Goldberg e le 7 Partite nel 2004 e nel 2005, mentre nel febbraio 2007 è uscita l’incisione dell’Arte della Fuga.

Il concerto di Ramin Bahrami, terzo della serie Concerti a Palazzo, si terrà domenica 17 febbraio alle ore 17.45, presso il Teatro Filippo Marchetti di Camerino.

Bahrami eseguirà al pianoforte L’arte della fuga (Die Kunst der Fuge) BWV 1080, un’opera incompiuta e postuma di Johann Sebastian Bach composta negli anni 1478-1749 e pubblicata dopo la sua morte avvenuta nel 1750.

L’opera contiene quattordici fughe e quattro canoni secondo tutti gli ordini del contrappunto semplice e doppio; essa rappresenta uno dei vertici più alti che la composizione musicale abbia mai toccato, non solo in campo contrappuntistico.

L’Arte della fuga è scritta su quattro parti, non per un determinato strumento o insieme di strumenti, ma piuttosto per la lettura.

Tuttavia, molti autori sostengono che l’opera sia meticolosamente confinata nell’ambito degli strumenti a tastiera.

Le fughe sono semplicemente intitolate “Contrapunctus” con un numero romano progressivo, in qualche caso con delle descrizioni aggiuntive che indicano il tipo di contrappunto utilizzato.

Tutte le fughe, con l’eccezione dell’ultima, incompiuta, utilizzano lo stesso soggetto, di grande semplicità, in Re minore.

Nell’edizione a stampa del 1751, i diversi movimenti sono collocati in ordine crescente di difficoltà degli accorgimenti contrappuntistici utilizzati.

Questa edizione a stampa, inoltre, comprende un’opera non pertinente, quasi una sorta di bis o di bonus, il corale preludio “Vor deinem Thron tret Ich hiermit” (Eccomi, vengo di fronte al Tuo trono), BWV 668a, che si dice che Bach abbia dettato sul letto di morte.

Il Contrapunctus XIV si interrompe bruscamente a metà della terza parte (misura 239).

La pagina autografa contiene una nota, con la grafia del figlio di Bach, Carl Philipp Emanuel Bach, che riporta “Über dieser Fuge, wo der Nahme BACH im Contrasubject angebracht worden, ist der Verfasser gestorben” (“Mentre componeva questa fuga, nel punto in cui viene introdotto il nome BACH nel controsoggetto, il compositore morì”).

Molti musicisti e musicologi hanno operato delle congetture sulla parte finale mancante al Contrapunctus XIV e hanno scritto una propria versione.

Il pianista iraniano Bahrami ha scelto invece di interrompere la sua esecuzione proprio alla battuta 239.


La vendita dei biglietti inizierà il giorno del concerto a partire dalle ore 16.30, direttamente presso il foyer del teatro.


Per maggiori informazioni sul concerto

Sito web: www.gmicamerino.it

e-mail: info@gmicamerino.it

Tel.: 338/3821153

Ufficio Stampa On Line

Dottor Fabrizio Tropeano

e-mail: fabriziotropeano@supereva.it

Il Protagonista

Nato a Teheran nel 1976, Bahrami si è diplomato con Piero Rattalino al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola, e con Wolfgang Bloser alla Hochschule für Musik di Stoccarda. Si è inoltre perfezionato con Alexis Weissenberg, András Schiff, Robert Levin e in particolare con Rosalyn Tureck, l’artista che più di altri nel XX secolo ha contribuito a far conoscere l’opera di Bach attraverso i suoi studi e le sue esecuzioni.

Nel 1998 il successo ottenuto al debutto di Bahrami al Teatro Bellini di Catania è tale che gli viene conferita la cittadinanza onoraria.

Negli anni seguenti sono state numerose le esibizioni presso le maggiori istituzioni musicali italiane e tedesche come la partecipazione a prestigiosi festival internazionali. Nel corso di queste esibizioni approfondisce sempre più la conoscenza dell’opera di Bach, anche in vista delle sue nuove registrazioni discografiche che la Decca pubblica rispettivamente nel 2004, nel 2005 e nel 2007.

Ha scritto di lui il noto musicologo Piero Rattalino: «Ramin Bahrami scompone la musica di Bach e la ricompone in modi che risentono di un modello, Glenn Gould, senza veramente assomigliare al modello. Io gli ho insegnato a sopportare il morso, ma non l’ho domato; e spero che continui ad essere com’è»