
Il repertorio per violoncello e pianoforte è stato al centro del recente appuntamento di “Música en la tarde”, rassegna organizzata dall’Instituto Cervantes di Napoli, che ha ospitato il duo costituito da Aldo d’Amico (violoncello) ed Annibale Rebaudengo (pianoforte, nella foto).
Come di consueto, la prima parte è stata dedicata ad autori spagnoli o sudamericani, partendo da Granados, con la trascrizione per violoncello e pianoforte dell’Intermezzo dall’opera Goyescas, che l’autore iberico scrisse successivamente alla sua omonima raccolta pianistica, sempre ispirandosi ai quadri di Goya.
A Granados apparteneva anche il successivo Trova, dalla suite Elisenda, composto in origine per orchestra da camera, pianoforte e voce, frutto della collaborazione con l’amico e poeta catalano Apeles Mestres, una delle figure più significative del Modernismo.
La versione per pianoforte e violoncello rappresenta una rarità nella rarità e fu probabilmente dedicata a Casals.
Anche Melodia di de Falla e Le grand tango di Piazzolla entrano nel novero delle composizioni create appositamente per un virtuoso del violoncello.
Nel primo caso si trattava di Salvador Viniegra e il brano conobbe la sua prima esecuzione a Cadice nel 1899, con il compositore al pianoforte, mentre nel secondo il dedicatario era Rostropovich e l’esordio avvenne nel 1990 a New Orleans.
Dopo un breve intervallo è stata la volta di due sonate, quella in re minore di Debussy (1915), prima di una serie di sei “Sonate per diversi strumenti”, che non fu mai completata, e quella in do maggiore, op. 65 di Britten (1961), anch’essa scritta, come tutti i pezzi violoncellistici dell’autore britannico, per Rostropovich.
Come si può comprendere da questa breve descrizione, le composizioni erano legate quasi tutte al Novecento, per cui spesso si caratterizzavano per la presenza di passaggi molto complessi, affidati quasi sempre al violoncello.
Per tale motivo la parte più impegnativa risultava quella di Aldo D’Amico, che ha svolto il suo compito in modo ineccepibile, districandosi fra i ritmi sostenuti di Piazzolla, le sonorità quasi sperimentali di Debussy e l’ampia gamma di soluzioni proposte da Britten, dando inoltre la sua voce, nella Trova, ad una lirica di Mestres.
Molto bravo anche Annibale Rebaudengo che, pur avendo un ruolo sicuramente meno evidente, ha supportato alla perfezione con il suo pianoforte le evoluzioni del violoncello.
Un connubio, quindi, ben affiatato, dimostratosi tale anche nel breve bis, una trascrizione di Après un Rêve di Fauré, che ha chiuso nel migliore dei modi il concerto.
Il prossimo appuntamento di “Música en la tarde” è per martedì 29 aprile, quando sul palcoscenico del Cervantes salirà l’ Orquesta de Cambra de l’Empordà, impegnata in un programma rivolto interamente alla musica spagnola.

Marco del Vaglio








