
Organizzato da Alfredo de Pascale, direttore artistico dell’Associazione NapoliNova, ha avuto inizio al Museo Archeologico Nazionale il Festival Pianistico, giunto alla dodicesima edizione.
Quest’anno, a causa dei lavori di ristrutturazione della Sala del Toro Farnese, la manifestazione è ospitata in un’altra sala, meno prestigiosa ma migliore dal punto di vista acustico.
Ad inaugurare la rassegna doveva essere Vincenzo Balzani, ma purtroppo problemi familiari hanno impedito al maestro milanese di dare il via alla rassegna.
Lui stesso ha però designato il sostituito, scegliendo il pugliese Scipione Sangiovanni, uno dei suoi giovani allievi più promettenti.
Ne è nata una serata che resterà a lungo impressa nella memoria dei presenti, in quanto ha permesso di fare la conoscenza con un solista versatile ed eccezionalmente dotato.
L’inizio del recital ha visto il pianista interpretare tre Sonate di Domenico Scarlatti (K 141 in re minore, K 318 in fa bemolle maggiore, K 332 in si bemolle maggiore), seguite dalla Sonata Hob XVI/52 in mi bemolle maggiore di Haydn e dal Notturno in do diesis minore op. postuma di Chopin.
Già in questa prima parte Sangiovanni ha mostrato vivacità, grande precisione ed un suono nitido, ma è stato il programma affrontato nel secondo tempo che ha destato le impressioni maggiori.
Infatti il giovane talento si è confrontato dapprima con la lunga, complessa e poderosa Sonata n. 6, op. 82 in la maggiore di Prokofiev, per poi chiudere con la Suite de danzas criollas dell’argentino Ginastera.
In entrambi i casi ha evidenziato le peculiarità legate ai due brani, caratteristici dello stile dei rispettivi autori, un Prokofiev maturo ed un Ginastera che, come di frequente, immette elementi popolari in un ritmo percussivo al limite del selvaggio e del tribale, fornendo un’interpretazione di grandissimo spessore che ha incantato e sbalordito la platea.
Dopo tanta tensione, un bis chopiniano ha chiuso lo straordinario concerto, mettendo d’accordo anche chi, fra gli spettatori, non riesce ancora ad accettare la musica del Novecento.
Mentre auguriamo a Sangiovanni di proseguire la sua ben avviata carriera ed ottenere ancora tantissime e meritate soddisfazioni, vi diamo appuntamento al prossimo concerto che vedrà protagonista Fabrizio Romano, impegnato in un programma comprendente musiche di Domenico Scarlatti, Schubert, Beethoven e Leoncavallo.

Marco del Vaglio








