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XII Festival Pianistico: secondo concerto

FABRIZIO ROMANO PROPONE LEONCAVALLO ACCANTO AI CLASSICI

Prosegue la dodicesima edizione del Festival Pianistico, rassegna che si svolge al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, organizzata da Alfredo de Pascale, direttore artistico dell’Associazione NapoliNova.

Protagonista del secondo appuntamento Fabrizio Romano, confrontatosi con un programma che prevedeva l’esecuzione di alcuni classici ed una parte conclusiva piuttosto particolare.

Apertura con tre Sonate di Domenico Scarlatti, L.23 in mi maggiore, L 33 in si minore, L 104 in do maggiore, seguite dai brillanti 4 Impromptus, op. 90 (1827) di Schubert, autore che, ricordiamo, è al centro della rassegna di quest’anno.

Dopo un breve intervallo, Romano ha eseguito la Sonata in do maggiore op. 2 n. 3 (1795) uno dei primi brani composti da Beethoven.

Dedicato ad Haydn ed ultimo di un insieme di tre sonate, risulta necessariamente legato agli schemi del suo tempo ma, in quanto opera giovanile, è ancora molto acerba e quindi non riesce a raggiungere il valore delle Sonate degli illustri predecessori del genio di Bonn.

Chiusura con tre brani di Leoncavallo, Cortège de Pulcinella, Valse melancolique e Tarantella, che ci hanno permesso di apprezzare il lato non operistico dell’autore napoletano.

Riguardo all’interpretazione, Fabrizio Romano ha dimostrato di essere un eccellente pianista, orientato verso il repertorio classico, che però non disdegna di proporre brani poco battuti, come quelli di Leoncavallo o come il Preludio per la mano sinistra di Skriabin (scritto dal musicista russo per ovviare ad una tendinite alla mano destra), proposto nel bis.

Appuntamento al prossimo concerto, che vedrà alla ribalta Francesco di Gregorio, giovane ricco di talento, alle prese con un vasto programma, dove troveranno posto brani di Domenico Scarlatti, Skriabin, Liszt, Schubert e Chopin.