"Concerto per Salvator Rosa"

ALL’AUDITORIUM DEL MUSEO DI CAPODIMONTE IL DUO IAQUINTA-SERRA PROPONE UN PROGRAMMA DI GRANDE ORIGINALITÀ

Non è la prima volta che parliamo del soprano Ilaria Iaquinta e del pianista Giacomo Serra ma, a parte la bravura e il perfetto affiatamento raggiunto dal duo, quello che continua a sorprenderci riguarda la varietà del repertorio interpretato, caratteristico di ogni loro esibizione.

Una peculiarità confermata anche recentemente, nel concerto tenutosi all’Auditorium del Museo di Capodimonte, nell’ambito delle manifestazioni legate alla mostra “Salvator Rosa, tra mito e magia”, dove le due parti del programma seguivano altrettanti filoni.

La prima era, infatti, dedicata alle canzoni napoletane del Seicento, alcune note come Fenesta vascia, altre praticamente sconosciute, come La fata dello scudillo. Fra queste trovavano posto Michelemmà e Vado spesso cangiando loco (su musica di Bononcini), frutto della vena lirica di un pittore che fu anche apprezzato poeta.

Dal canto suo, il secondo tempo era rivolto a composizioni che descrivevano situazioni e stati d’animo, sullo sfondo di paesaggi spesso oscuri, che richiamavano contemporaneamente uno dei soggetti maggiormente presenti nell’opera del Salvator Rosa maturo e la forte sensibilità romantica manifestata dal grande artista.

Così l’apertura, collegandosi alla fine della prima parte, proponeva la Canzonetta del Salvator Rosa di Liszt, basata sul brano di Bononcini, che l’autore ungherese inserì negli Années de Pèlerinage (secondo anno), dopo averla ascoltato durante il suo soggiorno italiano.

Alla stessa raccolta pianistica, ma al primo anno di viaggio, appartenevano il solenne La Chapelle de Guillaume Tell ed il brumoso Au lac de Wallenstadt, legati stavolta alle atmosfere svizzere.

Il resto del programma comprendeva, invece, otto lieder, appassionati e talora struggenti, tratti dalla produzione di Mozart, Schubert e Wolf, in prevalenza su testi di Goethe.

Nel complesso, come avevamo accennato ad inizio articolo, un susseguirsi di musica molto varia, intensa e ricca di emozioni, che i due interpreti hanno saputo pienamente trasmettere ad un pubblico accorso numeroso, nonostante il concerto fosse stato programmato in un pomeriggio di un giorno lavorativo.

Meritava, quindi, un bis, puntualmente eseguito dal duo, proponendo il brioso Rondo, dall’operetta di Offenbach Barbe-Bleu.

In definitiva un pomeriggio particolarmente piacevole ed interessante che, siamo certi, avrebbe incontrato anche il gradimento di un artista come Salvator Rosa.

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