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Kaprálová: Pezzi per pianoforte e per violino e pianoforte

DALLA KOCH ALCUNI BRANI SIGNIFICATIVI DELLA COMPOSITRICE CECA NELLA SPLENDIDA INTERPRETAZIONE DI VIRGINIA ESKIN AFFIANCATA DA STEPHANIE CHASE

Un recente cd della Koch ci offre l’opportunità di approfondire ulteriormente la produzione di Vítĕzslava Kaprálová, compositrice ceca morta a soli 25 anni nel 1940, grazie alla proposizione, per la maggior parte in prima assoluta, di una serie di brani scritti, per pianoforte o per violino e pianoforte, da questa figura prestigiosa del Novecento europeo.

Il panorama prende in considerazione i tre periodi, nei quali possiamo dividere sommariamente l’esperienza musicale della Kaprálová, partendo dagli anni iniziali a Brno (1930-35), per poi passare alla successiva esperienza praghese con maestri del calibro di Talich e Novák (1935-37), fino ad arrivare agli ultimi anni, trascorsi nello stimolante ambiente parigino, dove la musicista si perfezionò con Munch, Nadia Boulanger e con il connazionale Martinů.

Così, al primo periodo appartengono brani quali Legend, op. 3a (1932) e Burlesque, op. 3b (1932), entrambi per violino e pianoforte, ancora legati alla tradizione popolare, che denotano una forte sensibilità romantica, presente in modo ancora più marcato nelle Cinque composizioni per pianoforte, op. 1 (1931-32) e nella Sonata appassionata, op. 6 (1933), dove l’autrice lascia anche intuire una disposizione verso le istanze della musica del suo tempo.

Tale peculiarità emerge in modo abbastanza netto in Little Song (1936) e April Preludes, op. 13 (1937) e subirà un’ulteriore evoluzione e rafforzamento durante la permanenza a Parigi, come testimoniano le Variazioni sul Carillon della Chiesa Saint- Etienne-du-Mont, op. 16 (1938) ed Elegy per violino e pianoforte (1939).

Per quanto riguarda l’interpretazione, essa è stata affidata a due notissime rappresentanti della musica statunitense, la pianista Virginia Eskin e la violinista Stephanie Chase.

La prima ha al suo attivo una serie di cd rivolti ad un repertorio quanto mai vasto, eseguito da sola o in formazioni cameristiche, che spazia dalla musica scritta nei campi di concentramento a pezzi rag creati da compositrici americane.

Sempre nell’ambito della musica al femminile, la Eskin ha curato il programma “First Ladies of Music”, consistente in una serie di documentari radiofonici che hanno riscosso molto successo e grazie ai quali ha ricevuto il Premio Clarion 2007.

Dal canto suo Stephanie Chase ha all’attivo una carriera spettacolare, iniziata quando aveva appena due anni, che l’ha portata praticamente in tutto il mondo.

Fondamentale per la sua formazione è stato l’incontro in Belgio, dove ha soggiornato diversi anni, con il grande Arthur Grumiaux, che ha sempre avuto per lei un occhio di riguardo.

Padrona di un repertorio che spazia dal classico al contemporaneo, ha anche inciso diversi cd, molto apprezzati da pubblico e critica, utilizzando sia strumenti dell’epoca che moderni, spesso aggiungendo ai concerti cadenze di sua creazione.

Molto intensa anche la sua attività di docente, portata avanti in passato al Massachussetts Institute of Technology e al Conservatorio di Boston ed attualmente alla Steinhardt School of Education all’ Università di New York.

Entrambe le artiste hanno dato grande lustro all’incisione e, se la Eskin, impegnata nell’intero cd, è riuscita con la sua eccezionale bravura a far emergere le molteplici sfumature sottese ai brani della Kaprálová, la Chase, dall’alto della sua enorme esperienza, ha fornito il suo decisivo apporto in Legend, op. 3a , Burlesque, op. 3b ed Elegy, mostrando un ottimo affiatamento con la pianista.

In definitiva un disco, al quale la Kaprálová Society ha dato il suo decisivo contributo, che ha diversi meriti, fra i quali quelli di aver proposto una selezione significativa dei brani per pianoforte e per violino e pianoforte della compositrice ceca, permettendo nel contempo di seguire l’evoluzione del suo percorso stilistico.