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Comunicato stampa Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino

VENERDÌ 11 LUGLIO NELL’ARENA ALL’APERTO DEL CONSERVATORIO DI AVELLINO "PROFUMI MUSICALI DI NAPOLI" NELL'AMBITO DELLA RASSEGNA "ALL'OMBRA DEL CASTELLO"

“Profumi Musicali di Napoli” è l’embematico titolo della serata organizzata dal Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino nell’ambito della fortunata Rassegna “All’Ombra del Castello”.

Venerdì 11 luglio, alle ore 20.00, nell’arena all’aperto del “Cimarosa”, verrà infatti presentato un itinerario suggestivo e appassionante, un viaggio musicale e culturale, che condurrà gli spettatori alla riscoperta di alcune fra le pagine più significative e note del nostro repertorio popolare. E di riscoperta si tratta certamente sul piano delle intenzioni e dell’interpretazione musicale, giacchè brani oramai pienamente accreditati al patrimonio musicale e ben vivi nella memoria collettiva (La Ciorta, Lu Guarracino, Tarantella del Gargano ecc.), vengono proposti nel solco della tradizione, ma con incisive aperture nella contemporaneità.

Non a caso i nostri interpreti hanno scelto di chiamarsi Gli Aedi, rinverdendo i fasti degli antichi cantori; gruppo ben noto al grosso pubblico, formato da professionisti sensibili ed accreditati (per citarne alcuni ricordiamo Filippo Staiano ai flauti, Giuseppe Di Capua alla tastiera, nonché l’incantevole voce di Marina Bruno) si prefiggono come finalità primaria di segnalare le tappe storiche e fondamentali della Canzone Napoletana, dichiarandosi consapevoli “di dover trovare nel passato le ragioni del proprio futuro”.

Ingresso libero

Per Informazioni:

Pubbliche Relazioni

Marta Columbro

tel: 081 544 08 66

cell.: 347 546 18 58

Programma

1. Tarantella del ‘600

2. Alli quatt’ore – Soi ciardine

3. Tarantella di San Michele

4. Moresca mia

5. Nascette ‘mmiezo ‘o mare

6. In galera li panettiere

7. Serenata di Pulcinella

8. Si dimane

9. Tarantella del Gargano

10. Tarantella Calace

11. Villanella di Cenerentola

12. Tammurriata alli uno

13. La ciorta

14. Lu guarracino

15. Moresca

Gli Aedi

Marina BRUNO, voce, tammorre

Giuseppe PARISI, voce, tammorre

Filippo STAIANO, flauti

Massimo DELLA ROCCA , voce, chitarra e mandolino

Giuseppe DI CAPUA, pianoforte digitale

Pasquale BENINCASA, percussioni

Ivana PISACRETA, violoncello

Perché Aedi ?

Aedo nella sua accezione più antica è il cantore di corte, che ispirato dalle Muse ed accompagnandosi

con la lira, celebra le gesta degli eroi e degli dei ed esalta i fasti genealogici del suo signore, dilettando gli ospiti delle case principesche dopo il banchetto.

Quindi se i canti greci mandavano in visibilio aristocrazia e popolo, quelli romani non furono da meno se è vero che ascoltandoli, Tito Livio e Virgilio si commuovevano sempre.

Napoli li assorbì con tanta passione questi canti, e tanti ne creò, da venire considerata la città più musicale della Campania e più di Roma stessa, cosicché nell’anno 63 d. C. l’Imperatore Nerone ritenne confacente alla sua dignità l’esibirsi davanti ai napoletani accompagnandosi con la cetra.

Pertanto dalla consapevolezza di cotanta nobile origine, dalla voglia di presentare l’avventura canora di Napoli nella sua più veritiera dimensione e nel rispetto della più moderna lettura delle liriche e degli spartiti, con l’intento di proiettare nel futuro ma innanzitutto nel presente questo grande patrimonio culturale, nasce nel 1992 il gruppo de GLI AEDI, consapevole di dover trovare nel passato le ragioni del proprio futuro.

Con l’intento di abbracciare un vastissimo repertorio che spazia dalle origini ai giorni nostri la struttura si prefigge di proporre la canzone napoletana toccando le tappe fondamentali che hanno fatto grande la fantasiosa ed eclettica città partenopea.

Nota al concerto

Profumi musicali di Napoli raccolta “differenziata” di riletture d’arte del patrimonio popolare partenopeo

Se è vero che alla musica, più che alle altre arti, si riconosce la capacità di suscitare sensazioni, colori, profumi e se è pur vero che la musica popolare ha svolto in un passato neppure troppo remoto un ruolo di sottolineatura dei problemi politici e sociali (si pensi ai canti politici, di lavoro…), ci sia consentito di dare alla nostra operazione di recupero e rilettura

dei brani più significativi del patrimonio musicale popolare in area meridionale una leggera coloritura di impegno sociale. Lo facciamo con discrezione e col pudore che il momento esige. Segnatamente da chi come noi ama Napoli e il suo hinterland. Non polemica politica, che sarebbe inelegante e fuori luogo nell’impegno di un gruppo musicale ma, più semplicemente, un grido d’allarme rispetto alle facili generalizzazioni che rischiano di appiccicare su una città che resta la più bella del mondo il marchio di capitale dei rifiuti.

Abbiamo allontanato l’entusiasmo delle centinaia di migliaia di turisti ai quali ormai la bella espressione Vedi Napoli e poi muori sembra un avvertimento a stare lontano da letali

esalazioni. Come tutti i problemi anche quello dei rifiuti sarà risolto.

Il colera di fine ottocento avrebbe dovuto frenare negli anni successivi, l’esaltante primo novecento napoletano e le ondate di visitatori che, invece, come non mai giungevano a

Napoli da tutto il mondo. Molti di loro vi rimanevano per tutta la vita non avendo avuto la forza di abbandonare l’irripetibile fascino di una città che accanto allo stereotipo del pino e del Vesuvio, offre come poche città italiane testimonianze di una storia variegata per gli influssi aragonesi, francesi e di cento altre civiltà che vi hanno lasciato il segno innestandosi nel fulgore di una civiltà artistica senza pari.

Ed allora, molto semplicemente, lasciateci attraverso i brani che abbiamo riletto con amore e, se consentite, con qualche competenza di professionisti della musica, evocare la Napule addurose, o paese d’o sole, i profumi delle piante aromatiche di cui sono ricchi i testi digiacomiani ma anche quelli della splendida terra irpina e sannita della divina costiera, dell’incanto del Cilento, delle vigne che hanno collocato la Campania ai vertici dell’attenzione mondiale.

Confidiamo che anche stavolta la musica saprà compiere il suo miracolo.

Filippo Staiano