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GODARD: BRANI PER VIOLINO ED ORCHESTRA

DALLA NAXOS LE COMPOSIZIONI ROMANTICHE DI UN AUTORE FRANCESE ESALTATE DALLA STRAORDINARIA INTERPRETAZIONE DELLA VIOLINISTA BRITANNICA CHLOË HANSLIP

Confessiamo che eravamo stati attratti da questo cd della Naxos, soprattutto perchè ci offriva la possibilità di approfondire un autore francese poco noto come Benjamin Godard.

Ma, non appena abbiamo ascoltato le prime note del Concerto n. 2, op. 131 per violino ed orchestra, brano che apre l’incisione, siamo rimasti letteralmente folgorati dal suono del violino.

Per questo, a differenza del solito, partiamo con qualche breve notizia sulla solista, Chloë Hanslip, che, nonostante sia poco più che ventenne, ha già al suo attivo una carriera concertistica prestigiosa, iniziata quando aveva appena 10 anni e studi intensi e perfezionamenti con docenti del calibro di Zakhar Bron, Ida Haendel, Salvatore Accardo, Gerhard Schulz e Maxim Vengerov.

Numerose sono state finora anche le sue apparizioni, non solo in pubblico, con alcune delle migliori orchestre del mondo, ma anche in film e documentari e, sia John Tavener che Andrew Lloyd Webber, le hanno affidato una “prima” di un loro lavoro, a riprova della popolarità goduta fra i suoi connazionali.

Per quanto ci riguarda, era da tantissimo tempo che non sentivamo, da parte di qualche giovanissima interprete, un suono così fresco, nitido e preciso, al punto che ci sembra di riascoltare l’Anne-Sophie Mutter degli albori.

Dopo il doveroso omaggio alla Hanslip, passiamo all’autore delle musiche, Benjamin Godard, che nacque a Parigi nel 1849 in una famiglia di origini ebraiche.

Bambino prodigio, iniziò a studiare violino con Richard Hammer, per poi perfezionarsi al Conservatorio della città natale, dove venne ammesso a soli 14 anni, con Henri Vieuxtemps, frequentando contemporaneamente la classe di composizione di Henri Reber.

Fu molto apprezzato come solista, compositore e docente e, nel 1889, venne nominato direttore del Conservatorio di Parigi e gli fu assegnata la Legion d’Onore.

Avviato verso una carriera prestigiosa, morì prematuramente a Cannes nel 1895, colpito dalla tubercolosi.

Il suo stile, fortemente romantico, gli fece guadagnare molti apprezzamenti in vita, ma lo condannò, dopo la scomparsa, ad un repentino oblio che dura tuttora.

Infatti, a fronte di una produzione piuttosto vasta, oggi Godard è noto soltanto per alcune opere e per una Berceuse (dall’opera Jocelyn), che ha conosciuto numerose trascrizioni.

Per quanto riguarda il disco della Naxos, oltre al già citato Concerto n. 2, op. 131 per violino ed orchestra, fra i più significativi del repertorio dedicato da Godard al suo strumento preferito, troviamo altri due brani giovanili, il Concerto Romantico, op. 35, per violino ed orchestra, in un certo senso abbastanza sperimentale, considerando i quattro movimenti che lo compongono e le Scènes Poétiques per Orchestra, op. 46, formate da brevi schizzi di natura descrittiva (Nel bosco, Nei campi, Sulla montagna, Al villaggio), dove si può apprezzare anche il Godard esclusivamente orchestrale.

Relativamente all’esecuzione, oltre a sottolineare ancora una volta l’eccezionale prova di Chloë Hanslip (il cui strumento, anche se nel libretto di accompagnamento non è riportato, dovrebbe essere un Guarneri del Gesù del 1735), va ricordata anche l’ottima interpretazione dell’Orchestra Filarmonica di Stato Slovacca di Kosice, diretta dal britannico Kirk Trevor, che dimostra una buona compattezza ed un perfetto affiatamento con la solista.

Chiudiamo ringraziando la Naxos per aver messo in evidenza, nel migliore dei modi, un autore francese che non può essere definito minore, e la Hanslip, per avere ridato dignità ai solisti prodigio, una categoria che nel nostro paese è spesso rappresentata da fenomeni da baraccone, che di prodigioso hanno soltanto il manager, e presumibilmente il cachet (e non è un caso se quest’anno la violinista ha suonato a Catania, indice che spesso i piccoli centri possiedono un fiuto ed una autonomia maggiori rispetto alle grandi città).

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