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TANEYEV: SINFONIE N. 1 E N. 3

DALLA NAXOS DUE DELLE QUATTRO SINFONIE DEL COMPOSITORE RUSSO

Quando, a soli 9 anni, Sergey Ivanovich Taneyev (1856-1915) entrò nel Conservatorio di Mosca, sia Ciaikovskij che Nikolai Rubinstein, rispettivamente suoi insegnanti di composizione e pianoforte, previdero per lui un grande futuro di autore e solista.

Proprio Ciaikovskij lo stimava a tal punto, che gli sottoponeva i suoi brani ed accettava da lui critiche e suggerimenti, affidandogli anche le “prime” di numerosi pezzi pianistici.

Al proposito il caso più eclatante fu rappresentato dal Concerto per pianoforte ed orchestra n. 1, il cui esordio a Mosca avvenne sotto la bacchetta del già citato Rubinstein, che in precedenza si era rifiutato di interpretare il brano come solista, definendolo “ineseguibile”.

Nonostante ciò, in particolar modo nel mondo occidentale, Taneyev è ricordato soprattutto come uno degli ultimi docenti di prestigio della scuola russa, con allievi del calibro di Rachmaninov e Scriabin, mentre come compositore non ha mai ottenuto grossi riscontri.

Solo da pochi anni vi è stato un certo interessamento alla sua produzione, con alcune incisioni rivolte al repertorio cameristico e sinfonico.

Fra queste, di particolare interesse risulta un recente cd della Naxos (distribuzione Ducale Music), rivolto a due delle sue quattro sinfonie, la n. 1 in mi minore e la n. 3 in re minore, stranamente proposte in ordine inverso.

Riguardo alla Sinfonia n. 1, fu scritta nel 1874 da un Taneyev appena diciottenne e, presentata l’anno dopo come saggio di fine studi, gli valse la medaglia d’oro in composizione.

Il suo stile risente decisamente dell’influenza di Ciaikovskij, presentando notevoli affinità con la Sinfonia n. 2 (1873) e, come in quest’ultima, si riscontrano numerosi temi popolari, fra i quali, nell’allegro conclusivo, il motivo del canto tradizionale Ne lyod treshchit, utilizzato anche da Stravinskij nel balletto Petrushka.

Abbastanza diverso il discorso relativo alla Sinfonia n. 3 (1884), che mostra un autore sempre legato ai motivi tradizionali del suo paese, ma dalle vedute molto più ampie e ormai padrone della materia compositiva, il che si ripercuote su una struttura complessiva solida e ben articolata.

L’interpretazione è affidata alla Novosibirsk Academic Symphony Orchestra, compagine siberiana molto apprezzata, che non smentisce la sua fama, confermandosi un gruppo solido e ben affiatato, grazie anche all’ottima direzione di Thomas Sanderling, il cui prestigio ha sicuramente raggiunto quello del padre Kurt.

Chiudiamo con la speranza che, in tempi brevi, possano essere proposte anche le altre due sinfonie, ugualmente meritevoli di essere conosciute e diffuse, in modo da completare l’integrale relativo a questa parte della produzione di Taneyev.