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SHOSTAKOVICH: SINFONIA N. 4

UN CD ED UN DVD DELLA CSO-RESOUND RIEVOCANO LE DISAVVENTURE DELL’AUTORE RUSSO SOTTO IL REGIME STALINISTA

Nel 1936 il compositore russo Dmitri Shostakovich era famosissimo in patria e molto apprezzato anche all’estero.

La sua opera, “Una lady Macbeth del distretto di Mcensk”, tratta da “Katerina Izmajlova”, cupa novella di Leskov ambientata nella provincia russa, stava riscuotendo grande successo in tutto il mondo.

Nel frattempo, il compositore era vicino al completamento della Sinfonia n. 4, mai immaginando che il regime comunista, al quale, seppur con qualche incomprensione reciproca, aveva dedicato energie ed entusiasmi, lo avrebbe, di lì a poco, inserito nella lista dei “nemici del popolo”, il che equivaleva ad una quasi certa condanna a morte.

Il 28 gennaio di quell’anno, apparve infatti sulla “Pravda”, organo ufficiale del Partito Comunista, un editoriale non firmato dal titolo “Caos invece di musica”, che demoliva senza appello l’opera di Shostakovich.

Essa veniva definita, fra le altre cose, “grossolana, primitiva, volgare e formalista” e “assolutamente apolitica”, un’accusa quest’ultima di estrema gravità in quanto il termine “apolitico” corrispondeva, nel gergo del regime, a “ostile alla politica degli ambienti sociali progressisti”.

Se aggiungiamo che, gli articoli privi di firma erano espressione diretta del pensiero di Stalin (che solo qualche giorno prima aveva assistito a Mosca ad una rappresentazione della “Lady Macbeth”), possiamo immaginare la costernazione provata da Shostakovich.

Dieci giorni dopo, sempre sulla Pravda, venne pubblicato un secondo articolo anonimo, intitolato Ipocrisia del balletto, che stroncava “Chiari fiumi”, balletto di Shostakovich all’epoca molto popolare.

Ben presto attorno al compositore russo si fece il vuoto e, c’è chi sostiene che abbia tentato anche il suicidio.

Sta di fatto che, nonostante tutto, l’autore continuò ad andare avanti per la sua strada e, nel maggio del 1936, completò la Sinfonia n. 4, che fu addirittura inserita nel programma della stagione del Teatro di Leningrado.

Il suo contenuto musicale sembrò quasi una sfida al regime e, dopo che la sinfonia aveva conosciuto numerose prove, fu proprio il responsabile del teatro a scongiurare il compositore affinché rinunciasse al proposito di presentarla in pubblico, per evitare guai peggiori.

L’anno dopo Shostakovich si sarebbe arreso all’evidenza, facendo autocritica e sottoponendo, al giudizio di chi contava politicamente, la Sinfonia n. 5, presentata come “La risposta di un autore alle giuste critiche”, grazie alla quale ottenne una pubblica riabilitazione,.

La Sinfonia n. 4, invece, seguì un percorso particolarmente impervio, con tanto di perdita del manoscritto originale durante la Seconda Guerra Mondiale, riscrittura per due pianoforti ad opera di Shostakovich e ritrovamento, all’inizio degli anni ‘60, nell’archivio dell’Orchestra Sinfonica di Leningrado, di tutte le parti orchestrali.

Fu così che, nel dicembre del 1961, ben 25 anni dopo il suo completamento, la composizione fu eseguita in prima assoluta dall’ Orchestra Sinfonica di Mosca, diretta da Kirill Kondrashin.

Questo lungo, ma necessario preambolo, serviva ad introdurre l’ultima splendida produzione della casa discografica CSO-Resound, diretta emanazione dell’Orchestra Sinfonica di Chicago, che alla Sinfonia n. 4 di Shostakovich ha dedicato un cd ed un DVD (venduti al prezzo di un singolo cd e distribuiti in Italia dalla Ducale Music).

Partiamo dal DVD, in quanto rappresenta un ottimo esempio di Beyond the Score®, una meritevole iniziativa che l’Orchestra Sinfonica di Chicago porta avanti da alcuni anni.

Essa consiste nella scelta di un brano famoso, attorno al quale viene costruito un testo, che prende in considerazione sia la genesi della composizione in esame, sia il contesto storico in cui è nata, avvalendosi di interventi orchestrali, dell’apporto di uno o più narratori, supportando il tutto con immagini appropriate.

Un modo quanto mai stimolante di proporre la musica classica anche ai non appassionati, che sta ottenendo un successo strepitoso.

Ed in effetti, ancora prima di immergersi nell’ascolto del cd, vale la pena di visionare questo DVD, dal titolo “Is Music Dangerous?” che, partendo dall’odissea di Shostakovich, riesce a ricreare in modo mirabile la tetra atmosfera che avvolse progressivamente il regime di Stalin, grazie a filmati d’epoca ed alla presenza, a fianco dell’orchestra, di Gerard McBurney e Nicholas Rudall, nei rispettivi ruoli di narratore ed attore.

Va ancora rimarcato il fatto che, oltre all’eliminazione fisica di milioni di persone, si procedette alla sistematica cancellazione, dalle immagini ufficiali, dei volti di quelle personalità, attive in vari settori, tolte di mezzo in quanto non gradite al governo centrale.

E la significativa copertina del cd ce lo ricorda in modo puntuale, riportando una foto che apparteneva al libro “Dieci anni in Uzbekistan”, di Alexander Rodchenko, immesso sul mercato con i nomi e le figure di tutti i responsabili politici della piccola repubblica, caduti nel frattempo in disgrazia, ricoperti da una pesante mano d’inchiostro.

Dal punto di vista musicale, la Sinfonia n. 4 consta di tre movimenti e si apre con un Allegretto poco moderato-Presto, la cui dinamicità e vigore fa subito pensare alle energie che, all’epoca, il paese stava profondendo nei vari campi per recuperare il terreno perduto nei confronti delle potenze maggiormente industrializzate.

Il successivo Moderato con moto, dove si evidenziano due temi contrastanti, funge da breve intermezzo, durando circa un terzo rispetto agli altri due, mentre il conclusivo Largo-Allegro inizia con una marcia funebre per poi ritornare, di tanto in tanto, ad un ritmo molto energico, simile a quello del primo tempo.

E’ indubbio che la sinfonia risenta in più punti dell’influenza mahleriana, sia nell’utilizzazione di un organico poderoso, che supera i cento elementi, sia in alcuni passaggi, come la marcia funebre, ma risultano ben presenti anche rimandi a Stravinskij e Prokofiev, il tutto naturalmente filtrato attraverso lo stile di Shostakovich.

Va sottolineato, inoltre, che il movimento finale venne scritto nel periodo successivo alla messa al bando dell’autore, per cui risulta difficile interpretare la sua esatta valenza ma, a nostro avviso, se la sinfonia fosse stata eseguita nel 1937, Shostakovich avrebbe fatto una brutta fine (e con lui, presumibilmente, anche il direttore del Teatro di Leningrado).

Confrontandosi con questa partitura estremamente complessa, la Chicago Symphony Orchestra, diretta da Bernard Haitink, fornisce l’ennesima straordinaria interpretazione, considerando inoltre che si tratta di una registrazione “live”.

Ancora una volta la compagine mostra una completezza in ogni sua sezione, un affiatamento eccezionale e una nitidezza del suono, tutte caratteristiche che la pongono fra le migliori orchestre attualmente in circolazione.

Non ci resta, quindi, che consigliare vivamente il cd ed il DVD della CSO-Resound che, nel loro insieme, rappresentano un documento storico-musicale di elevatissimo valore e contribuiscono a mantenere viva la memoria su uno dei periodi più bui della storia europea del Novecento, che molti preferirebbero cadesse nel dimenticatoio.