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GESUALDO DA VENOSA: MADRIGALI, LIBRO IV

IL KASSIOPEIA QUINTET INTERPRETA MAGISTRALMENTE I BRANI DEL “PRINCIPE DEI MUSICI” IN UN CD DELLA GLOBE

Di nobili origini, Carlo Gesualdo nacque a Venosa nel 1566, secondogenito di Fabrizio Gesualdo e Geronima Borromeo, sorella di S. Carlo.

Fin da giovane mostrò una forte attitudine verso la musica ed un carattere schivo e riservato, che poco si addiceva alla vita di corte.

Ma alla morte del fratello maggiore, avvenuta nel 1584, divenne l’erede designato e, dovendo assicurare al casato una degna discendenza, si sposò con la bellissima cugina Maria d’Avalos.

La loro unione funzionò bene fino a quando Maria non conobbe Fabrizio Carafa, ne rimase affascinata ed intrecciò con lui una relazione.

Gesualdo, preso atto del tradimento della moglie, non poté sottrarsi all’unica soluzione accettabile per l’epoca, ovvero l’uxoricidio.

Aspettò, quindi, il momento buono per cogliere i due amanti sul fatto, li uccise con la collaborazione di alcuni suoi fedelissimi e, poiché il delitto d’onore era a quei tempi giustificato, evitò anche gli strascichi giudiziari.

Attraverso canali diplomatici, poi, vennero placate le ire della famiglia Carafa, che non contestava il fatto in sé, ma era sdegnata in quanto il principe si era fatto aiutare da gente plebea per attuare i suoi propositi di vendetta.

L’evento segnò in modo indelebile il resto della vita di Gesualdo, che chiese poi perdono del suo misfatto, si risposò con Eleonora d’Este e stette per breve tempo alla corte di Ferrara, per poi tornare, preso da forte nostalgia, nel castello avito dove finì i suoi giorni nel 1631.

E’ inevitabile, quando si affronta la figura di Gesualdo da Venosa, che le vicende private finiscano per prendere il sopravvento sulla sua produzione artistica.

Ma egli fu soprattutto un grande compositore e i suoi brani, in fortissimo anticipo rispetto ai tempi, hanno uno stile che ha sorprendenti punti in comune con la musica vocale del Novecento.

Nell’ambito della sua produzione, un posto preminente occupano i madrigali, soprattutto a cinque voci, come quelli che appartengono al Libro IV, stampato alla corte di Ferrara nel 1596, in edizione lussuosa e senza indicazione dell’autore, poiché era ritenuto poco nobile ostentare una pratica marcata verso una qualsiasi forma d’arte.

La raccolta è stata recentemente incisa dalla Globe (etichetta olandese distribuita in Italia da Milano Dischi), affidando l’interpretazione al Kassiopeia Quintet, formato da Orlanda Velez Isidro e Matilde Castro (soprani), Noa Frenkel (contralto), Jan-Willem Schaafsma (tenore) e Tido Visser (basso).

Fin dall’ iniziale Luci serene e chiare, la modernità di Gesualdo traspare in modo netto e ci fa anche comprendere il motivo per cui Stravinskij provava grande ammirazione nei suoi confronti, tanto da dedicargli nel 1960, (anno che all’epoca era considerato erroneamente il quarto centenario della nascita), quando molti non sapevano nemmeno chi fosse, il brano Monumentum pro Gesualdo di Venosa ad CD annum.

Ogni madrigale è caratterizzato da una forte unitarietà fra testo, molto conciso, e musica, e da un virtuosismo fuori dal comune, quasi che il compositore, pur utilizzando un genere molto in auge ai suoi tempi, si sia preoccupato principalmente di portare avanti le sue sperimentazioni, senza tenere in nessun conto le difficoltà che avrebbero incontrato gli eventuali interpreti.

Ciò fa sì che questa, come le successive raccolte di Gesualdo, siano molto più complesse rispetto a quelle concepite da compositori che lo precedettero o lo seguirono, per cui necessitano di cantanti dalle doti eccezionali.

Da tale punto di vista, le voci che compongono il Kassiopeia Quintet si dimostrano sicuramente all’altezza del difficile compito, fornendo un’interpretazione di grande spessore e raffinatezza.

Ricordiamo, inoltre, l’apporto del mezzosoprano Luisa Tavares e del tenore Marco van de Klundert, impegnati in quei madrigali che abbisognano di un organico leggermente differente dal solito.

In definitiva, un cd che, oltre ad evidenziare un gruppo, forse meno famoso di quanto meriterebbe, rappresenta un sicuro punto di riferimento per chiunque voglia approfondire la figura di un autore che, nonostante sia passato alla storia con l’appellativo di “Principe dei musici”, ancora oggi risulta noto più per essere stato protagonista di un delitto d’onore, che per la sua abilità compositiva.