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Francesco Caramiello profeta in patria

Il noto pianista esegue ad Ercolano un raro repertorio rivolto alla musica del continente americano (articolo di Valentina Di Matteo)

Se si vuole ascoltare qualcosa di diverso dalle solita musica, non si possono perdere i concerti del pianista Francesco Caramiello, in quanto propone sempre programmi di grande ricercatezza e bellezza, composizioni spesso sconosciute al grande pubblico, a volte troppo “conservatore”.

Ercolano ha avuto l’onore di ospitare recentemente un recital di Francesco Caramiello che, pur vivendo lì, viene troppo spesso dimenticato dalla sua città, che potrebbe invece vantarsi di un tale artista.

Ma torniamo al concerto, svoltosi nell’ambito delle manifestazioni organizzate per festeggiare il quarantesimo anniversario del cambio del toponimo, da Resina in Ercolano.

Per l’occasione la città di Ercolano ha organizzato un week end di eventi commemorativi e culturali, come la proiezione di documentari, l’inaugurazione di mostre e, appunto, il concerto di Caramiello.

Un concerto che si è tenuto presso l’auditorium del MAV (Museo Archeologico Virtuale), nuovissimo ma acusticamente poco idoneo ad un recital pianistico.

Il preludio op. 220 di Amaral Vieira (1952) a inizio programma, seguito dalla fantasia per piano op. 273 “Haha” dello stesso Vieira, ha subito mostrato l’impronta particolarissima che avrebbe preso la serata.

Tutte composizioni di autori americani e sudamericani, quelli che la rigida sistematica scolastica non sempre è riuscita a classificare in un genere o in un altro e che invece rientrano pienamente in quella che è, senza etichette di sorta, la bella musica.

Il corpo centrale del programma si è basato su composizioni di Ernesto Lecuona, autore molto amato da Caramiello, che riporta l’ascoltatore in un mondo musicale fatto di atmosfere nostalgiche, grande eleganza, sentimento e ritmo.

Di grande impatto i tre valzer proposti, coloristicamente esemplari e travolgenti,: il “vals apasionado”, il “vals romantico” e il “vals poetico”, una reminiscenza della musica europea con passione tutta latina.

A dir poco interessante, inoltre, la proposta del “Preludio en la noche” sempre di Lecuona, eseguito nella trascrizione del grande pianista cubano e primo interprete nonché amico di Lecuona, Huberal Herrera.

Ma non cercate uno spartito di questo bellissimo preludio: non lo troverete poiché Caramiello ci ha raccontato di aver avuto il manoscritto personalmente da Huberal Herrera quest’estate all’Avana, dove si era recato per approfondire i suoi studi sulla musica e sul mondo di Lecuona.

Studi che vengono riversati nei programmi che il pianista propone ogni volta gli sia possibile dando vita ad una sorta di viaggio tra mondi lontani – e non solo dal punto di vista emozionale ma anche da quello stilistico e armonico – ma, al contempo, complementari.

Un affascinante itinerario reso dal pianista ercolanese attraverso un virtuosismo maturo, raro, mai fine a se stesso ma sempre messo al servizio della musica, quella più alta.

Ma Caramiello è un tipo che stupisce, e quindi dopo una gran parte di programma prettamente melodica, inserisce “In the Landscape”, una composizione di Cage che porta la mente in tutt’altro mondo rispetto a quello in cui l’ascoltatore era stato proiettato con Lecuona.

Un’affascinante incursione in un mondo più brullo, dove la gioia tipicamente latino-americana, lascia il posto all’aridità statunitense, dando vita ad un paesaggio tutto simile a se stesso, con sprazzi di vita che fanno capolino e poi spariscono riportando tutto alla precedente “normalità”.

E ancora una volta Caramiello ha interpretato con gran sensibilità e con uno splendido tocco questa pagina pianistica non molto frequentata dove il geniale Cage anticipò il minimalismo.

Ultimo brano in programma “Reminiscences of Snow White” di Earl Wild, che ha preceduto due bis: El Salon Mexico di Copland, nella versione pianistica di Bernstein, ritorno ai temi “latini”, con i colori e le atmosfere del Messico trasformate in musica dall’abile mano del musicista americano, e nuovamente Lecuona con la Mazurca in glissando che ha entusiasmato ancora una volta il folto pubblico.