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Natale in casa Brodsky

Un pranzo a sorpresa, con ospiti illustri, nella Lipsia di fine Ottocento

Il russo Adolph Brodsky è passato alla storia per essere stato il primo interprete del Concerto per violino ed orchestra di Ciaikovskij, dopo il rifiuto del dedicatario Leopold Auer, che lo aveva giudicato “ineseguibile”.

L’artista ebbe una prestigiosa carriera come solista, docente e direttore d’orchestra e ciò gli permise di girare il mondo, a partire da Vienna, sede degli studi giovanili, fino a Manchester, dove trascorse quasi metà della sua vita, passando per Cincinnati e New York.

Negli anni ’80 dell’Ottocento, Brodsky risiedeva invece a Lipsia, e la nostra storia, tratta dai suoi ricordi, si svolse nel giorno di Natale del 1888.

All’epoca il violinista stava provando, insieme a Brahms, il Trio in do minore che il compositore aveva scritto due anni prima e quindi lo invitò a casa sua anche per il pranzo natalizio.

Mentre discutevano sulla partitura, furono raggiunti da Ciaikovskij, al momento in tournée in Germania, che era stato invitato senza sapere della presenza di Brahms.

I due avevano un carattere diametralmente opposto e, ai modi raffinati del primo, si contrapponevano quelli, ai limiti della maleducazione, del secondo.

L’iniziale imbarazzo fu però ben presto superato, e presero a discorrere amabilmente, fino all’arrivo di Grieg e consorte.

Venne il momento di andare a tavola, e la signora Grieg fu fatta accomodare fra Brahms e Ciaikovskij, ma l’imbarazzo risultò tale che chiese al marito di cambiare il posto con lui.

Così i tre musicisti si sedettero, l’uno al fianco dell’altro, e familiarizzarono a tal punto che, come afferma Brodsky, alla fine sembrava di assistere più ad un party fra ragazzini che ad un incontro tra illustri uomini di musica.

In particolare, mentre consumavano il dolce, Brahms prese il piatto contenente il resto della marmellata di fragola, sottraendola agli altri e provocando il forte disappunto di Ciaikovskij.

Al termine del pranzo, Brodsky fece vedere ai presenti una scatola che aveva regalato al nipotino, contenente alcuni giochi di prestigio, e tutti si divertirono molto, a cominciare da Brahms, dimostratosi un grande esperto in materia.

Giunta l’ora del commiato, Ciaikovskij si trattenne un po’di più e, quando si salutarono, Brodsky gli chiese cosa ne pensasse del “Trio” di Brahms.

L’autore russo gli rispose che quella musica non gli piaceva affatto, ma il violinista non riuscì mai a sapere se la risposta fosse stata sincera o fortemente influenzata dal mancato bis di marmellata di fragola.