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Vespri d’Organo a Napoli: quinto concerto

Le meditazioni organistiche sull’Avvento di Michele Antonuccio

Penultimo appuntamento, alla chiesa di Santa Caterina a Chiaia, con la II edizione dei “Vespri d’Organo”, rassegna organizzata dall’Associazione Giovanni Maria Trabaci.

Protagonista della serata il giovane Michele Antonuccio, confrontatosi con alcuni brani dei più prestigiosi autori di musica organistica.

Inizio nel nome di Johann Pachelbel, con il corale O Mensch bewein dein Sünde gross e la Fantasia in sol minore, due pezzi di ottima fattura, per cui è un vero peccato che oggi il musicista tedesco sia famoso solo per il suo Canone in re maggiore.

Comunque a lui è andata sicuramente meglio che a Buxtehude, danese di nascita, ma attivo a Lubecca, dal 1668 fino al 1707, anno della sua morte, riconosciuto all’epoca come il massimo maestro in ambito organistico, la cui attuale notorietà risulta circoscritta agli addetti ai lavori.

Un dato incredibile, se si pensa che addirittura Bach, appena ventenne, per contattarlo e ricevere preziose lezioni, coprì a piedi il lunghissimo percorso che separava Arnstadt (dove lavorava come organista della Chiesa di S. Bonifacio) a Lubecca.

Eppure il Preludio e Fuga in fa maggiore Bux WV 144, ascoltato per l’occasione, ha in sé tutte le caratteristiche della solenne tradizione germanica.

Il recital è proseguito con uno sguardo alla gloriosa scuola francese, rappresentata da César Franck (1822-1890) e dal suo struggente Preludio, fuga e variazione, op. 18 (dai Sei pezzi per organo, 1868).

Naturalmente, in un programma così corposo, non poteva mancare Bach, del quale sono stati eseguiti il corale Herzlich tut mich verlangen BWV 727 ed il Preludio e Fuga in sol maggiore BWV 550, brani che hanno chiuso il concerto.

Per quanto riguarda il lato interpretativo, Michele Antonuccio ci aveva favorevolmente impressionato già nella scorsa edizione della rassegna, pur denotando una tensione non costante lungo l’arco della sua esibizione.

A distanza di poco più di un anno, l’organista è apparso notevolmente migliorato sotto questo aspetto, considerando soprattutto la complessità del repertorio affrontato e, nel contempo, ha confermato le qualità positive riscontrate in precedenza.

Altro particolare non trascurabile, deriva dal fatto che i brani proposti hanno evidenziato molto bene le potenzialità dell’organo della Chiesa di Santa Caterina, il cui suono, grazie ad Antonuccio, risultava molto più nitido del solito, e ciò ha contribuito all’ottima riuscita del concerto.

Il prossimo ed ultimo appuntamento con i “Vespri d’Organo” è previsto per sabato 20 dicembre, alla Chiesa dell’Immacolata al Vomero, con Mario Castaldo, direttore artistico dell’associazione Giovanni Maria Trabaci, impegnato in un programma che si preannuncia di grande interesse.