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Bashmet e I Solisti di Mosca interpretano Grieg, Mozart e Ciaikovskij

Dalla Onyx straordinaria esecuzione di tre capolavori della letteratura cameristica

Fondato nel 1992 dal violista di fama mondiale Yuri Bashmet, l’ensemble I Solisti di Mosca è costituito da musicisti di talento, al di sotto dei 30 anni, provenienti dal Conservatorio di Mosca.

Il suo repertorio spazia dal barocco al contemporaneo e, poiché abbiamo avuto la fortuna di ascoltare il gruppo dal vivo qualche anno fa, non ci siamo lasciati sfuggire questo recentissimo cd della Onyx (distribuita in Italia dalla Milano Dischi), che raccoglie tre capolavori della letteratura cameristica compresi fra fine Settecento e fine Ottocento.

Il disco si apre con la Holberg Suite per archi, op. 40 di Edvard Grieg, lavoro che non ha mai raggiunto dalle nostre parti la notorietà arrisa ad altri brani dell’autore norvegese, come ad esempio il Mattino (dalle musiche di scena per Peer Gynt, dramma di Ibsen) o il Concerto per pianoforte ed orchestra in la minore.

La composizione risale al 1884 e fu scritta in occasione del secondo centenario della nascita di Ludvig Holberg, una delle maggiori personalità della cultura scandinava del Settecento, da cui il titolo originale di Fra Holbergs tid (Dai tempi di Holberg), dato ad un brano che riuniva una serie di danze dell’epoca barocca.

Inizialmente destinata al pianoforte, la suite conobbe l’anno seguente una nuova versione per orchestra d’archi, che è quella maggiormente nota.

Celeberrima al limite dell’inflazione, per i suoi diversi usi, anche pubblicitari, risulta la successiva Serenata n. 13 in sol maggiore K. 525, “Eine kleine Nachtmusik” (Piccola musica notturna) di Mozart, scritta nel 1787, mentre l’autore stava completando il Don Giovanni.

E’ curioso come, attorno a quello che rappresenta uno dei brani più noti in assoluto del genio di Salisburgo, aleggi ancora molto mistero sull’effettivo dedicatario.

Al proposito sono state fatte numerose congetture e l’ipotesi attualmente più accreditata propende per la famiglia Jacquin, dove l’autore trascorse molte delle sue piacevoli serate viennesi.

Inoltre, forse pochi sanno che, in origine, il pezzo era formato da cinque movimenti, ma il minuetto, posto fra l’allegro iniziale e la romanza, fu poi eliminato.

Il cd si conclude con la Serenata per archi in do maggiore, op. 48 di Ciaikovskij (1880), che ebbe come fonte di ispirazione proprio il modello mozartiano, la cui partitura può essere considerata un incontro perfettamente riuscito fra una sinfonia ed un quintetto d’archi.

Per quanto riguarda l’interpretazione, il forte rischio al quale si va incontro, confrontandosi con composizioni molto note, è quello di confezionare un prodotto di routine che, se da un lato incontra i gusti del pubblico medio, dall’altro finisce per non soddisfare chi questi brani li ha sentiti quasi alla saturazione.

Il merito maggiore dei Solisti di Mosca e del suo direttore Yuri Bashmet, a nostro avviso, è quindi proprio quello di aver evitato che ciò potesse accadere, dando vita ad un’esecuzione di grande livello, raffinata e ricca di sfumature, che solo ensemble di elevata esperienza possono permettersi.

In definitiva un cd che va vivamente consigliato in quanto fornisce un apporto fondamentale all’ascolto della buona musica classica, abbinando un programma molto accessibile ad una grandissima qualità dell’incisione.