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Yiddish Soup

Un cd autoprodotto segna il brillante esordio discografico della Knorrband

Le origini del genere “klezmer” (parola che deriva dalla fusione dei sostantivi ebraici kley e zemer, ovvero “strumento musicale”), appaiono piuttosto complesse e vanno ricercate nella diaspora delle popolazioni ebree d’Europa che, a partire dal Cinquecento, furono costrette ad abbandonare i luoghi di residenza.

Così mentre i Sefarditi, dalla Spagna si spostarono più a Sud, gli Ashkenaziti, dalla Germania migrarono verso Est.

Con loro portavano anche le tradizioni musicali che, a contatto con quelle dei nuovi popoli ospitanti, subirono notevoli arricchimenti ed una progressiva contaminazione.

Questi ritmi iniziarono a diffondersi nell’ambito delle comunità ebraiche, portate lì dai “klezmorim”, musicisti girovaghi, che si esibivano a feste e matrimoni, suonando violini, viole, cimbalom, flauti, ottoni e percussioni.

Quindi il genere è il frutto di un coacervo di tradizioni tramandate oralmente, appartenenti a vari popoli (tedeschi, boemi, magiari, balcanici), dove poi si sono inseriti anche ritmi jazz, a causa di un’ulteriore spostamento di massa che, nel Novecento, vide più di tre milioni di persone fuggire dall’Est per recarsi negli USA.

Particolare è anche la lingua utilizzata nei testi, l’yiddish, nata dall’incontro fra ebraico, altotedesco, russo, polacco lingue slave e baltiche.
Questa breve introduzione aveva lo scopo di presentare Yiddish Soup, il cd di esordio della Knorrband, l’unica formazione che esegue musica klezmer a Napoli, nata circa dieci anni fa.

Undici i brani che compongono il disco, con un’alternanza fra pezzi solo strumentali e canzoni, spesso legate ai vari aspetti dell’esistenza, al punto che si è usi definire il genere klezmer anche “musica dell’anima”.

E’ interessante notare come in ogni brano si possa riscontrare quanto descritto in precedenza riguardo alle origini del genere.

Così Odessa Bulgar, che apre il cd, è un classico esempio di musica gitana, mentre Song of the ghetto contiene le tipiche sonorità d’oltreoceano.

Ma forse l’esempio più eclatante è costituito da Dona dona, che nasce come canto tradizionale polacco, ripreso poi da Aaron Zeitlin e Shalom Secunda, ed inserito nella commedia musicale ebraica Esterke (1940-41).

Tradotto in inglese dallo stesso Secunda, ebbe scarso successo fino a quando non conobbe un’ulteriore traduzione nel 1956, piuttosto approssimativa, ad opera di Arthur Kevess and Teddi Schwartz.

In tale versione, a partire dagli anni ‘60, è diventato uno dei cavalli di battaglia di Joan Baez, che la esegue ancora oggi.

Il suo titolo viene spesso storpiato in “Donna donna”, per cui molti pensano sia una canzone dedicata alle donne, mentre il testo si riferisce invece alla storia di un capretto che sta andando al macello.

Per quanto riguarda gli esecutori, a brani che evidenziano l’affiatamento dell’insieme, ne seguono altri dove, di volta in volta, si può apprezzare la bravura dei solisti, dallo scatenato violino di Francesco Maggio, agli strepitosi fiati di Michele Grieco, passando per Antonella Liccardo, fisarmonicista dalla voce dolce ed espressiva.

Un discorso a parte merita Gabriele Cini, bravo chitarrista e cantante dalla perfetta intonazione linguistica, una delle strutture portanti della Knorrband, non solo come interprete ma anche per la sua vasta cultura etnomusicologica.

Purtroppo poco più di un anno fa ha avuto dei seri problemi di salute, per cui è stato costretto ad interrompere l’attività e, riascoltarlo in questa incisione, dopo averlo apprezzato numerose volte dal vivo, risulta per noi fonte di fortissima emozione.

Ricordiamo, infine, gli altri tre ottimi musicisti che completano l’organico del gruppo, Giancarlo Sanduzzi (bouzouki), Gianfranco Sanduzzi (contrabbasso e voce) e Emilio Scognamiglio (batteria), il cui apporto è ugualmente indispensabile per la riuscita del cd.

In definitiva Yiddish Soup si configura come un disco molto interessante, da consigliare vivamente sia agli appassionati del genere klezmer, sia a tutti quelli che amano la buona musica.