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La Nuova Orchestra Scarlatti vince un’altra scommessa

Anche “Histoire du Tango”, quarta ed ultima matinée al Teatro Diana, salutata da un forte riscontro di pubblico

Portare per la prima volta una serie di concerti mattutini nel cuore del quartiere Vomero.

Questa l’ultima scommessa, ampiamente vinta, della Nuova Orchestra Scarlatti che, nell’ambito della rassegna “Diciassette & Trenta Classica 2009”, organizzata dal Teatro Diana di Napoli, ha proposto quattro appuntamenti domenicali, sintonizzandoli sulla lunghezza d’onda di un pubblico diverso dal solito.

Buon ultimo il recente “Histoire du Tango”, dove le musiche dell’innovatore Piazzolla e del leggendario Gardel, si sono susseguite in un crescendo di emozioni.

A dare corpo ai vari brani, in qualità di violinista, direttore ed autore delle versioni orchestrali, il maestro Luigi De Filippi, che ha scelto, dal repertorio di Piazzolla i noti Otoño e Inverno porteño, il meno conosciuto Chiquilin de Bachin, chiudendo con Histoire du Tango, vera e propria sintesi del percorso effettuato dal ballo, dagli albori nei postriboli di Buenos Aires ai fasti di oggi.

Fra i brani di Piazzolla ha trovato posto la prima assoluta di “Los amores de Gardel”, suite di De Filippi basata su motivi del leggendario cantante e compositore, dal celeberrimo e struggente Volver a Mi Buenos Aires.

Ma il maestro, assoluto protagonista della mattinata, ha anche fornito al pubblico una serie di preziose notizie riguardanti il mito Gardel (che non si sapeva né dove, né precisamente quando fosse nato e che morì in uno strano incidente aereo a circa 45 anni), le complesse origini del tango, nonché la sua evoluzione e diffusione, che molto devono a Piazzolla, nonostante il musicista sia ancora oggi considerato un rinnegato dai “puristi” del genere.

Per quanto riguarda il lato interpretativo, la Nuova Orchestra Scarlatti ha fornito un’ottima prova, ed un cenno meritano anche la brava arpista Lucia Di Sapio e il prestigioso clarinettista Gaetano Russo, impegnato nella suite rivolta a Gardel, che ha voluto chiudere il concerto suonando come bis l’Ave Maria di Piazzolla.

Qualche cenno conclusivo va speso nei confronti degli spettatori, giunti numerosissimi, che provengono da un bacino d’utenza differente dal consueto, in quanto molti sono abbonati alla stagione teatrale.

Ciò comporta il vantaggio di una indubbia ventata di novità nel panorama ormai mummificato del pubblico della musica classica, ma lo svantaggio di avere a che fare con persone che non sanno assolutamente come ci si comporta ad un concerto.

E, se gli applausi al momento sbagliato possono essere legati ad una scarsa educazione musicale, gli squilli di cellulare, che hanno interrotto continuamente il maestro De Filippi, prima mentre parlava e poi durante l’esecuzione della suite, si possono configurare semplicemente in una totale mancanza di educazione.

E, dopo aver vinto in grande stile l’ennesima scommessa, la formazione e la crescita di un pubblico maturo rappresenta ora la sfida più ardua da superare per la Nuova Orchestra Scarlatti.