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"Orgues en Duos"

In un cd della Pamina, Daniel Pandolfo e Juan Paradell-Solé eseguono un raro repertorio utilizzando i due organi della chiesa di Obernai in Alsazia

La tradizione organistica dell’Alsazia si concretizza nella presenza di più di mille esemplari, distribuiti un po’ in tutta la regione, una settantina dei quali sono stati dichiarati monumenti storici.

Se, inizialmente, l’obiettivo principale era quello di avere a disposizione uno strumento che accompagnasse degnamente le funzioni religiose, all’indomani della guerra franco-prussiana del 1870, quando la regione passò sotto la dominazione tedesca, la scelta assunse anche connotati fortemente patriottici.

Al proposito risulta estremamente significativo il caso di Obernai, dove la presenza di un organo è documentata già a partire dal 1450.

Quando, nel 1872, terminarono i lavori di ricostruzione ed ampliamento della locale chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la popolazione decise di acquistare, in parte a proprie spese, un organo di fabbricazione francese.

Dopo vari preventivi e discussioni, venne chiamato il tedesco di nascita Joseph Merklin, che dal 1870 aveva acquisito la nazionalità francese, già molto noto in Alsazia, che costruì un organo di grandi dimensioni (tre tastiere, una pedaliera, 45 registri), inaugurato nel 1882.

Lo strumento, pur subendo modifiche e riparazioni non sempre consone, rimase in attività fino a metà degli anni ‘50, quando fu danneggiato da infiltrazioni d’acqua e subì poi un progressivo degrado, al punto che, dal 1965, rimase inutilizzato e in uno stato di totale abbandono.

Solo negli anni ‘90, quando venne inserito fra i monumenti storici, si cominciò a pensare di riportarlo all’antico splendore e, ad uno studio approfondito dell’organista Marc Schaefer del 1996, fece seguito il restauro, fra il 2000 e il 2001, operato dalla ditta Kern, sotto la supervisione di Christian Lutz, grazie ai fondi stanziati in buona parte dal Ministero della Cultura Francese.

Il recupero di questo splendido strumento ha fornito nuovo slancio alle attività musicali della cittadina alsaziana, concretizzatesi nel Festival internazionale Les mardis de l’orgue Merklin, il cui direttore artistico, il francese Daniel Pandolfo, è anche organista titolare della chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

Proprio il maestro Pandolfo ha recentemente inciso, insieme allo spagnolo Juan Paradell-Solé (Primo organista titolare della Basilica Patriarcale di S. Maria Maggiore in Roma), un cd dal titolo “Orgues en Duos”, curato dalla casa discografica francese Pamina.

L’intestazione si riferisce al fatto che i due musicisti suonano talora insieme, poichè Pandolfo utilizza anche l’altro organo della chiesa, un Koenig, che dal 1992 ha a sua volta sostituito un Walcker del 1907, acquistato nel 1967 per rimpiazzare il Merklin fuori uso.

In particolare sono quattro i brani interpretati in duo, Grand chœur dialogué di Gigout, con il quale si apre il disco, Cantabile con divozione di Franz Liszt, la Marcia funebre di una marionetta di Gounod, molto nota in quanto utilizzata come sigla dei telefilm di Hitchcock e, a chiusura del cd, Andante e Sonata finale di Petrali.

Completano la registrazione Marche Triomphale di Hocmelle, Sérénade di Gounod e Toccata di Nieland, affidati a Pandolfo, mentre Pièce symphonique, op. 25 di Usandizaga, Varaciones sobre un tema vasco di Guridi e Trois pièces di Gabriel Pierné, sono eseguiti da Paradell-Solé.

Senza entrare troppo nei dettagli (gli autori considerati, da soli, meriterebbero un approfondimento a parte), vogliamo sottolineare un paio di cose.

La prima riguarda la scelta del repertorio che, per la quasi totalità dei brani, si inquadra in un periodo compreso fra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, ovvero intorno agli anni di costruzione dell’organo Merklin.

La seconda, relativa alla pregevolezza e alla varietà dei pezzi, che permettono di far apprezzare le innumerevoli qualità di uno strumento contraddistinto non solo da potenza e maestosità, ma ricco anche di timbri e sfumature molto delicati, il tutto esaltato da una registrazione “live” di grandissimo livello, priva di rimaneggiamenti successivi in sede di incisione definitiva.

Non ci resta che consigliare, anche a chi non è appassionato di musica organistica, il cd “Orgues en Duos” della casa discografica francese Pamina, in quanto racchiude in sé il suono di un grande strumento, due eccezionali organisti ed un ottimo repertorio scarsamente conosciuto.