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Proclamato lo stato di agitazione al Conservatorio di Napoli

L’Assemblea degli Studenti esprime solidarietà al maestro De Simone e lancia alcuni interrogativi sulla mostra programmata nell’ambito del progetto “La Città Cantante”

Comunicato della Consulta degli Studenti del Conservatorio di Napoli

In merito al progetto “Città Cantante” che prevede la realizzazione di quattro mostre, realizzate con opere di straordinario valore provenienti dalla Biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli e una serie di concerti che prevedono la presenza di musicisti esterni al Conservatorio, nei confronti dei quali nulla hanno da eccepire sulla validità artistica e professionale, gli Studenti si domandano:

    Visti i finanziamenti stanziati dalla Regione, è stata preventivata una retribuzione per eventuali esibizioni di Studenti, esibizioni previste nella seconda mostra (come riportato dai giornali e sul Blog dell’assessore Velardi), ma mai ufficialmente riferito all’interno degli organi di governo?

    Come mai ci si ricorda del Conservatorio solo come fonte da cui attingere materiale dalla Biblioteca per dare lustro e dignità artistica ad un Progetto e poi ci si dimentica di inserirne il Logo sia sulle locandine che sui manifesti pubblicitari presenti in città?

    La nostra dirigenza, visti i tagli del 40% alle Istituzioni, ha preventivato un ritorno economico per la struttura da investire nella Didattica, visti i gravi problemi economici che affliggono la nostra Istituzione?

Tutto ciò, unitamente al clamore suscitato in seguito alle dichiarazioni ingiuriose e diffamatorie riportate sui maggiori quotidiani nazionali e rivolte al loro amato e stimato M° De Simone, ultimo baluardo della cultura musicale a Napoli, hanno determinato nell’Assemblea degli Studenti, la necessità di fare chiarezza sulla vicenda, pertanto gli studenti del “San Pietro a Majella” come il M° Muti, esprimendo la loro solidarietà nei confronti del M° De Simone

CHIEDONO

Ai sensi della legge 241/90 la documentazione relativa ai finanziamenti e agli accordi intercorsi tra la Regione Campania e il Conservatorio “San Pietro a Majella”di Napoli per quanto concerne il progetto la “Città Cantante” e copia dei verbali del C. d. Amministrazione.

Le precedenti insistenti richieste, inevase, di copia dei verbali da parte della Consulta, hanno provocato un vile attacco al rappresentante in C. d. A degli Studenti e a tutta la Consulta che si è stretta intorno al suo consigliere.

L’Assemblea degli Studenti, nel proclamare lo stato di agitazione, ribadisce di adire le vie legali qualora la documentazione richiesta non fosse fornita nei termini di legge previsti.
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Fin qui il comunicato dell’Assemblea degli Studenti del Conservatorio ma, per chi non vive da queste parti, sono necessarie alcune brevi righe di spiegazione.

Poco più di due settimane fa è infatti scoppiata una polemica molto violenta, riportata inizialmente sul quotidiano “Il Mattino”, fra Claudio Velardi, Assessore al Turismo della Regione Campania ed il maestro Roberto De Simone.

Oggetto del contendere, la mancata partenza di una mostra al Conservatorio di Napoli, seconda delle quattro tappe previste nell’ambito della rassegna “La Città Cantante”, supervisionata da Pasquale Scialò e sponsorizzata dalla regione, il cui curatore doveva essere lo stesso De Simone.

L’abbandono dell’incarico da parte del musicista, per una serie di motivi, il principale dei quali sembra riassumersi nella mancata autonomia in ambito decisionale, ha provocato lo slittamento e, forse, l’annullamento della mostra, attirando le ire del politico, che ha usato nei confronti del musicologo e compositore termini poco eleganti.

Le esternazioni di Velardi hanno scatenato una valanga di prese di posizione, quasi tutte a difesa di De Simone, a cominciare da quella estremamente prestigiosa del maestro Riccardo Muti.

Nella polemica si inserisce ora anche la componente studentesca del Conservatorio che, nel fornire il suo appoggio a De Simone, prende spunto da quanto accaduto per manifestare lo stato di diffuso disagio che serpeggia da diverso tempo nell’istituzione.

Il nostro augurio è che, se qualcuno ha ancora a cuore le sorti della cultura musicale a Napoli, tutto si risolva per il meglio, ma l’unica cosa certa è che non conosceremo mai gran parte dei risvolti effettivi di questa tristissima vicenda.