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Da John Taverner a John Tavener, un raffinato salto di quattro secoli

Nella chiesa di Santa Caterina da Siena il Gambe di Legno Consort e il soprano Emanuela Galli protagonisti di un concerto ricco di suggestioni

La concomitanza con l’incontro di calcio serale e due giorni di festa consecutivi non hanno certamente aiutato, per cui molti dei frequentatori abituali erano assenti, eppure il recente appuntamento della rassegna organizzata dal Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini ha riscosso ugualmente un notevole successo di pubblico.

Ospiti della serata erano il Gambe di Legno Consort, formato da Francesco Galligioni (viola soprano), Riccardo Coelati (viola soprano), Paolo Zuccheri (viola tenore), Carlo Zanardi (viola basso) e Mauro Zavagno (violone in sol) e il soprano Emanuela Galli.

Il programma era incentrato su due autori britannici, il primo, John Taverner, vissuto nel Cinquecento, il secondo, John Tavener, suo diretto discendente e attualmente uno dei compositori più noti nell’ambito della produzione sacra del Novecento.

La parte iniziale del concerto è stata rivolta a John Taverner, con “In Trouble and Adversity”, che dava il titolo anche all’intera serata, seguito dalla celeberrima Western Wynde Mass.

Quest’ultima era basata su un motivo popolare, che risaliva probabilmente al Medioevo, ripetuto nove volte per ciascuna delle parti che compongono la Messa, ma con lunghezza differente e con un effetto complessivo quasi ipnotico.

Dopo un brevissimo intervallo, era la volta di Nipson di John Tavener, lavoro commissionato dalla BBC, che ha avuto la prima nel 1999 ed è tipico dell’ultimo stile del compositore, molto vicino a Pärt e Messiaen.

Il titolo si riferisce all’incipit della frase greca palindroma “Νiψon anonemata me monan oψin”, che si ritrova su alcune fonti battesimali, la cui traduzione suona “Lava il peccato così come il viso”.

Per quanto riguarda gli interpreti, ottima è risultata l’esecuzione del Gambe di Legno Consort e straordinaria quella del soprano Emanuela Galli, che non solo è apparsa la leader trascinatrice del gruppo, ma ha mostrato di possedere una voce che è un vero e proprio strumento, al punto da confondersi talora con l’ensemble di viole.

Va ancora osservato come la distanza fra i due compositori non sembra affatto di quasi quattrocento anni, ma il Cinquecento è costellato di musica “sperimentale”, che appare molto più vicina ai nostri giorni, rispetto a quella prodotta nei secoli successivi, se si pensa soltanto a Gesualdo da Venosa, riportato in auge grazie a Stravinskij.

In definitiva una serata di musica raffinatissima ed unica, caratterizzata da brani ed organico che, probabilmente, si ascoltano dal vivo una sola volta nella vita.