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I Responsori di Nicola Sala inaugurano la seconda edizione de "La gabbia delle voci"

Il Coro Mysterium Vocis anticipa la Settimana Santa proponendo un autore del Settecento noto soprattutto come docente

Nato nel 1713 a Tocco Caudio (BN), Nicola Sala si recò a Napoli nel 1732 per studiare al Conservatorio della Pietà de’ Turchini, dove fu allievo di Nicola Fago e Leonardo Leo.

Da Napoli non si spostò più e, fino al 1801, anno della sua morte, portò avanti una prestigiosa attività di docente, abbinata a quella di scrittore di importanti trattati teorici.

A dispetto della sua fama, ottenne importanti riconoscimenti solo in età avanzata, se si pensa che dovette attendere il 1793 per essere nominato Primo maestro della Pietà de’ Turchini ed il 1794 per veder pubblicato, a spese del re Ferdinando IV, il volume “Regole del contrappunto pratico”.

Come compositore ha lasciato una produzione abbastanza esigua, riassumibile in qualche opera, una cantata sacra, una Messa ed altri brani religiosi, fra i quali i Responsori della Settimana Santa.

Proprio questi ultimi sono stati al centro dell’interessantissimo concerto del Coro Mysterium Vocis, diretto dal maestro Rosario Totaro che, nella chiesa di S. Caterina da Siena, ha inaugurato la seconda edizione della rassegna “La gabbia delle voci”.

Dai vari pezzi, basati su testi latini, si è potuto apprezzare lo stile di Nicola Sala, frutto della sua grande esperienza di docente e teorico, caratterizzato da una struttura complessa, ma sostanzialmente sobria (lontana quindi dai fasti barocchi), che guarda ai secoli precedenti, ma contiene anche alcune anticipazioni sulle tendenze sviluppatesi nei decenni successivi.

Il concerto era reso ancora più intenso dalla proposizione di letture, intervallate alla parte musicale, tratte da “Sentimentos de Alma”, della beata Alexandrina Maria Da Costa (1904-1955), e dal commento alla Via Crucis del Colosseo del 1999, scritto da Mario Luzi (1914-2005).

In particolare il primo rappresenta il diario della mistica portoghese che, dal 1938 e fino alla sua morte, rivisse ogni venerdì le sofferenze, sia morali che fisiche, legate alla Passione.

Uno sguardo conclusivo, ora, agli interpreti, partendo dall’ottima prova dei solisti Valentina Varriale (soprano), Elisa Capuano (contralto) e Luigi Falcini (tenore).

Anche il Coro Mysterium Vocis, sotto l’attenta direzione del maestro Totaro, ha fornito una esecuzione di elevato livello, mettendo in evidenza la bellezza delle pagine di Sala e superando brillantemente i numerosi problemi legati alla complessità della partitura.

Ricordiamo, infine, il significativo apporto di Marco Palumbo, al quale era affidata la lettura delle intense e drammatiche pagine sulla Passione.

In definitiva una inaugurazione di notevole spessore, che meritava sicuramente una maggiore presenza di pubblico, soprattutto tenendo presente la scelta oculata di proporre il concerto in una data tale da evitare di sovrapporlo alle manifestazioni che caratterizzano la Settimana Santa a Napoli e dintorni.