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Un duo scintillante a "Diciassette & Trenta Classica"

Al Teatro Diana Antonio Tinelli e Giuliano Mazzoccante spaziano dal contemporaneo al classico

Il recente appuntamento con “Diciassette & Trenta Classica”, rassegna organizzata al Teatro Diana di Napoli, è stato caratterizzato dalla presenza del clarinettista Antonio Tinelli e del pianista Giuliano Mazzoccante.

Il duo ha proposto un programma molto interessante, apertosi con il piacevole Al mare (1999, revisione 2005) di Fabrizio Festa (1960), pianista, direttore d’orchestra e compositore, la cui musica presenta numerosi riferimenti ai ritmi d’oltreoceano, come in questo caso, dove ritroviamo anche echi di Copland e Barber.

La successiva Sonata op. 120 n. 2 in mi bemolle maggiore di Brahms rappresentava invece un classico del repertorio romantico.

Opera della piena maturità, si deve all’incontro fra il compositore tedesco e il noto clarinettista Richard Mühlfeld, che fu molto proficuo e sfociò in una serie di brani per clarinetto, fra cui le due Sonate in fa minore n. 1 e in mi bemolle maggiore n. 2, scritte da Brahms nel 1894 durante il soggiorno estivo a Ischl, e racchiuse nell’op. 120.

Entrambe rispecchiano l’animo del compositore, diviso fra nostalgie del passato e incognite del futuro e la n. 2, in particolare, risulta l’ultima composizione cameristica dell’autore tedesco che, in seguito, fornirà delle stesse sonate altre due versioni dove il clarinetto sarà sostituito rispettivamente dalla viola e dal violino.

Altro incontro importante, per le sorti del clarinetto, quello fra Carl Maria von Weber e lo strumentista Heinrich Bärmann, avvenuto a Darmstadt, che indusse l’autore tedesco a scrivere diversi brani, sia cameristici che orchestrali.
A questa produzione si riferisce anche il Gran Duo Concertante, op. 48, dove il virtuosismo musicale, che accomuna entrambi gli strumenti (von Weber era anche un apprezzato pianista), si abbina ad una solida struttura complessiva.

Chiusura dedicata al barese Donato Lovreglio (1841-1907), compositore oggi misconosciuto, ma ai suoi tempi molto famoso soprattutto come flautista.

Anch’egli fu fra gli autori che si dilettarono a utilizzare i motivi più significativi delle opere allora in auge, per costruirvi attorno pezzi di bravura e La Traviata, proposta nell’occasione dal duo, rientrava a pieno merito in questa categoria.

Uno sguardo ora agli interpreti, per sottolineare la grande bravura, l’ottimo affiatamento e l’estrema versatilità dimostrati dai due musicisti, con Antonio Tinelli che ha fatto precedere ad ogni brano anche una breve presentazione e, poiché incombeva la successiva rappresentazione teatrale, il concerto non ha avuto intervallo.

Ciò ha permesso al clarinettista di mostrare e spiegare al pubblico, fra il serio ed il faceto, le operazioni legate all’asciugatura dello strumento, accompagnata da una serie di divertenti aneddoti al proposito.

Il pubblico, piuttosto numeroso, a dispetto di un pomeriggio di pioggia infernale, è apparso molto soddisfatto e compiaciuto, meritandosi due bis, fra i quali una versione in chiave jazz del Capriccio n. 24 di Paganini.

Prossimo e penultimo appuntamento, giovedì 30 aprile, con la pianista Joanna Trzeciak che eseguirà brani di Chopin, Szymanowski e Rachmaninov.