Il Coro Polifonico della Pietrasanta per il recupero della chiesa di San Giuseppe delle Scalze

L’ensemble diretto da Rosario Peluso protagonista di un concerto di elevatissimo spessore

Abbiamo altre volte sottolineato, ma ci fa piacere ribadire il concetto, che a Napoli capita sovente di assistere a concerti di ottima fattura, anche nell’ambito di stagioni cosiddette “secondarie”, in quanto legate a fatti o a situazioni particolari.
Un esempio eclatante lo abbiamo avuto recentemente, nella chiesa di S. Giuseppe delle Scalze, assistendo al secondo dei tre appuntamenti legato a “Le parole e le voci”, breve rassegna che abbina la musica polifonica con la lettura d’autore, organizzata dall’Associazione onlus Forum Tarsia, in collaborazione con la Seconda Municipalità del Comune di Napoli.

L’iniziativa è nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul degrado che, all’indomani del terremoto del 1980, ha colpito l’edificio religioso, allo scopo di sollecitare le attività preposte ad intervenire urgentemente, per restituire al Centro Storico uno dei capolavori barocchi progettati da Cosimo Fanzago.

La mattinata, dal titolo “Poesia del suono e dello spazio”, si è aperta con la lettura, da parte di Giovanna Marmo, di alcune pagine tratte dal romanzo “Alonso e i visionari” di Anna Maria Ortese.

Successivamente ha avuto inizio il concerto del Coro Polifonico della Pietrasanta, diretto da Rosario Peluso, incentrato su un programma molto interessante, diviso fra sacro e profano.

Al repertorio sacro appartenevano Ponete Mente di Lorenzo Donati, rielaborazione moderna di una lauda medievale, Kyrie e Agnus Dei, dalla Messa da Cappella a 4 voci, dove Monteverdi portava avanti sonorità ardite per l’epoca, Ubi Caritas e Notre Père di Duruflé e l’Inno alla Vergine di Britten, pregevoli contributi alla musica religiosa del Novecento.

La parte profana era invece costituita da Esta Tierra, del basco Xavier Busto, seguita dalle trasposizioni musicali di “Notte” e “La Baia Tranquilla”, dai Canti di Castelvecchio di Pascoli, curate da Lorenzo Donati, e da Blackbird di Paul Mc Cartney.

Il programma si completava con il moderno Buonanotte di Renzo Vitale, ispirato all’addio di Romeo a Giulietta, e con due poesie di Prévert, La brouette e Chanson pour vous, musicate da Davide Liani, personaggio eclettico del panorama italiano, scomparso qualche anno fa.

Nel complesso si può comprendere come il concerto abbia posto in evidenza brani rari, di autori quasi tutti poco noti, ai quali l’ottimo Coro Polifonico della Pietrasanta, molto ben diretto da Rosario Peluso, ha fornito le cifre caratteristiche di una polifonia fortemente diversificata.

E’ stato possibile apprezzare, ad esempio, la sonorità avvolgente della lauda di Lorenzo Donati, oppure quella, innovativa per i suoi tempi, di Monteverdi, o ancora sperimentale, con un quartetto che dialoga con il coro, nel caso di Britten, tutto sotto il segno di una vocalità di grande raffinatezza.

A coronamento della mattinata, la visita guidata al terrazzo della chiesa ha permesso di godere dello stupendo panorama di una città che, vista dall’alto, sembra essere lontana dalle miserie giornaliere che la caratterizzano, fra le quali rientra anche lo stato di abbandono in cui versa la chiesa di S. Giuseppe delle Scalze.

La rassegna si chiuderà domenica prossima, con una mattinata dal titolo “Ossessione d’amore”, rivolta alla lettura di brani tratti da “Il mare non bagna Napoli” di Anna Maria Ortese, seguita da un concerto dell’Insieme Vocale Orpheus, diretto da Rosario Peluso, che eseguirà una serie di madrigali.

L’augurio finale è che questa, come altre manifestazioni organizzate dal Forum Tarsia, siano utili per raggiungere lo scopo prefisso, e che la chiesa, situata a Salita Pontecorvo, possa ritornare presto all’antico splendore.

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