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L' ottimo esordio discografico di Yuja Wang

Dalla Deutsche Grammophon il primo cd della giovanissima pianista cinese

Nata a Pechino nel 1987, la pianista Yuja Wang ha studiato inizialmente al conservatorio della città natale con Ling Yuan e Zhou Guangren.

Si è perfezionata prima a Calgary, dove ha anche frequentato il Mount Royal College Conservatory e successivamente si è spostata a Philadelphia, diplomandosi al Curtis Institute con Gary Graffman.

Nonostante la sua giovane età, ha già alle spalle una lunga e prestigiosa carriera, che l’ha vista esibirsi in tutto il mondo sia in recital solistici, sia accompagnata da prestigiose orchestre.

La sua recente tournée americana, portata avanti lo scorso anno ed accompagnata da critiche entusiastiche da parte delle principali testate statunitensi, ha consigliato alla Deutsche Grammophon di assicurarsi in esclusiva l’artista e, senza perdere tempo, di incidere un cd dove Yuja Wang propone un programma di tutto rispetto, che spazia da Chopin a Ligeti, passando per Liszt e Scriabin.

Il disco si apre con la Sonata n. 2 in si bemolle minore, op. 35 di Chopin, nota in particolare per la celeberrima marcia funebre del terzo movimento, scritta nel 1837, attorno alla quale, due anni dopo, il compositore costruì tutto il brano.

Forse anche per questo, a cominciare dalle critiche mosse da Schumann, si è sempre discusso riguardo ad una mancanza di unitarietà della sonata, sebbene una parte della critica più recente sia giunta a considerare i quattro movimenti come inscindibili fra loro.

Dopo Chopin tocca all’Etude n. 4 “Fanfare” di Ligeti, tratto dal Primo libro di Studi, raccolta completata nel 1985, dove sonorità “classiche” si abbinano a ritmi moderni e contemporanei e, per questo, sono state talora definite post-tonali; lo stesso si può dire dell’altro Etude di Ligeti, il n. 10 “L’apprendista stregone”, appartenente al Secondo libro di Studi, scritto fra il 1988 ed il 1994.

Fra i due brevissimi studi trova posto la Sonata per pianoforte n.2 in sol diesis minore, op. 19 “Sonata-Fantasia” di Scriabin, che si pone musicalmente nel solco della tradizione di Chopin e Liszt, seppure la sua struttura appaia abbastanza lontana dalla sonata in quanto tale, al punto da suggerire all’autore, in un secondo momento, l’aggiunta del termine “Fantasia”.

Il disco termina con la Sonata in si minore S 178 di Liszt, lavoro monumentale, caratterizzato da un’estrema difficoltà esecutiva, dove l’autore ungherese fornisce il suo fondamentale apporto al genere.

Da questo breve excursus si può comprendere sia la corposità dei brani eseguiti, sia l’unitarietà del programma proposto, in quanto anche Ligeti, pur nella sua modernità, non rinnega la musica e gli autori del passato.

Riguardo all’interpretazione di Yuja Wang, la giovane pianista ha il merito di aver apportato una ventata di freschezza senza snaturare i brani eseguiti, che si avvalgono della sua spiccata sensibilità, unita ad un tocco nitido e preciso.

A ciò va aggiunta una grinta fuori dal comune che, se emerge già dall’ascolto del disco, si può apprezzare anche visivamente, grazie al trailer della Deutsche Grammophon presente in rete, dove appare inoltre lo splendido pianoforte a coda Steinway utilizzato per la registrazione.

In conclusione un ottimo esordio, sicuro preludio di ulteriori sviluppi, volto ad evidenziare un’artista che, stando alle notizie tratte dalla sua biografia, possiede anche una cultura extra-musicale non indifferente.