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Mahler: Sinfonia n. 1

Dalla CSO-Resound un'altra eccezionale interpretazione dell’Orchestra Sinfonica di Chicago diretta da Bernard Haitink

Copertina cd CSO-ResoundGli anni ‘80 dell’Ottocento furono, per il compositore austriaco Gustav Mahler (1860-1911), particolarmente densi di lavoro.

Avviato ad una promettente carriera di direttore d’orchestra, dal 1880 al 1889 cambiò quasi una sede all’anno lavorando, nell’ordine a Bad Hall, Lubiana, Olomuc, Vienna, Kassel, Praga, Lipsia e Budapest.

A tale periodo così intenso risale l’ideazione della sua prima sinfonia, iniziata nel 1884, quando ricopriva il posto di secondo direttore al Teatro di Corte di Kassel.

In realtà, il percorso sinfonico era iniziato nel 1876 e, fino al fatidico 1884, si era risolto in un cospicuo numero di tentativi, che l’autore aveva considerato insoddisfacenti, accantonando o distruggendo le relative partiture, per cui non deve meravigliarci più di tanto se anche la genesi della Sinfonia n. 1 fu accompagnata da un lungo travaglio.

L’idea di partenza era quella di scrivere una musica a programma, ovvero un “poema sinfonico in due parti” e, per far questo, si servì di un materiale molto vario, suddiviso in cinque tempi.

Da una parte elaborò suoi motivi, come quello di una suite per le musiche di scena de “Il trombettiere di Säckingen”, inserita nell’andante del secondo movimento, definito “Blumine”, dall’altra attinse anche alla tradizione popolare, trasformando la canzone Frére Jacques (la nostra Fra’ Martino campanaro) in una marcia funebre.

Dopo varie peripezie, la “prima” si tenne a Budapest nel 1889, risolvendosi in un fiasco clamoroso.

A questo punto Mahler ripropose la composizione, ad Amburgo nel 1893 e a Weimar nel 1894, rinominandola “Titano, un poema sinfonico in forma di sinfonia”, prendendo come riferimento “Der Titan”, famoso romanzo dello scrittore tedesco Jean Paul.

Anche stavolta non rimasero soddisfatti né lui, né tanto meno il pubblico, al che l’autore eliminò “Blumine” (che sarebbe stato riproposto, come pezzo a sé stante, soltanto nel 1966 ad opera di Britten) e diede alla composizione l’appellativo di “Sinfonia in re maggiore”.

Sotto questa nuova veste venne proposta nel 1896 a Berlino, senza ottenere grossi riscontri e, una volta mandata alle stampe, nel 1899, il lavoro acquistò il definitivo appellativo di “Sinfonia n. 1”.

La composizione, soprattutto negli ultimi decenni, ha conosciuto numerose incisioni, comprensive talvolta del movimento eliminato e, recentemente, è stata proposta anche dalla CSO-Resound, in una registrazione “live”, eseguita dall’Orchestra Sinfonica di Chicago, diretta da Bernard Haitink.

Si tratta di un’interpretazione straordinaria, contraddistinta da un suono eccezionale, che denota una compattezza dell’orchestra in ogni sua sezione.

Inoltre la ricchezza di sfumature fanno sì che il brano mahleriano acquisti in molti momenti una luce nuova e particolare che conferma l’elevato livello dei dischi della CSO-Resound, casa nata da circa due anni, che ha l’enorme vantaggio di essere una diretta emanazione di una delle orchestre più prestigiose del mondo.

In conclusione un disco di ottima fattura, che va consigliato anche a chi non è un grande appassionato della produzione di Mahler, perchè rimarrà sicuramente sorpreso dalla varietà delle soluzioni presenti in questa prima fatica sinfonica ufficiale del compositore austriaco.