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Mazzocchi: Vespro della Beata Vergine

Grazie all’Harmonia Mundi ritornano le musiche di un grande compositore papale del Seicento

Copertina cd MazzocchiRoma rappresentava, alla fine del Cinquecento, uno dei centri europei più importanti in ambito musicale.

Ciò era dovuto alla presenza del papa, di ricchi prelati e di una aristocrazia molto facoltosa che, pur di avere al proprio servizio i compositori maggiormente in auge, non badavano a spese.

In tale contesto si muovevano una serie di ottimi musicisti, buona parte dei quali poco o nulla considerati ai nostri giorni.

E’ il caso, ad esempio, di Virgilio Mazzocchi, nato nel 1597 a Civita Castellana (VT), che iniziò la sua carriera nella cittadina natale, per poi recarsi a Roma nel 1627, probabilmente chiamato dal fratello maggiore Domenico.

Nella città capitolina portò avanti una carriera prestigiosa, iniziata nella chiesa del Gesù, proseguita a S. Giovanni in Laterano e culminata nella nomina, due anni dopo, a Maestro della Cappella Giulia in San Pietro, incarico ricoperto fino alla morte, avvenuta nel 1646.

A questa figura di grande spessore, l’Harmonia Mundi (distribuita in Italia da Ducale Music), ha dedicato un cd dal titolo Vespro della beata Vergine, che raccoglie brani di argomento prevalentemente mariano.

Nel disco troviamo, inoltre, Surge amica mea, il cui testo è legato al Cantico dei Cantici, primo pezzo in assoluto pubblicato da Mazzocchi, nell’ambito di una raccolta del 1625, che comprendeva una serie di lavori dei più importanti autori del periodo.

Sia in questa, come nelle altre composizioni legate ai Vespri, lo stile di Mazzocchi si caratterizza per un sapiente connubio fra costruzioni di tipo contrappuntistico e la polifonia, che in quel periodo iniziava a prendere piede e, in seguito, avrebbe conosciuto una veloce diffusione.

Il tutto si rifletteva anche sull’utilizzo di un organico strumentale più complesso, che aveva lo scopo di rinforzare il suono, rendendolo maggiormente corposo.

Il disco mette in evidenza altri musicisti, sicuramente più noti, come Girolamo Frescobaldi (1583-1643), presente con una Canzona a 4 cori e Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594), del quale è eseguita Ave Maris Stella.

Entrambi presentano dei punti di contatto con Mazzocchi in quanto il primo fu suo collega, mentre il secondo aveva ricoperto il medesimo incarico a S. Pietro nel secolo precedente.

A completamento, una piccola finestra anche su Giacomo Carissimi (1605-1674), riportato alla notorietà solo in tempi recenti

Nell’ambito della sua produzione sono stati scelti i brani Exurge cor meum, O dulcissimum Mariae nomen e Salve Regina.

Chiudiamo ricordando l’ensemble Concerto Palatino ed il complesso corale Cantus Cölln, diretti da Konrad Junghänel, splendidi protagonisti del cd, che forniscono l’idea della magnificenza della musica eseguita a S. Pietro fra il Cinquecento ed il Seicento, contribuendo ad evidenziare un autore oggi sconosciuto come Mazzocchi.