Questo sito contribuisce alla audience di

Molino: integrale dei brani per flauto, viola e chitarra

Dalla Tactus in prima registrazione mondiale alcune pagine cameristiche del compositore piemontese

Copertina cd MolinoInteressante figura di autore e strumentista poliedrico, Francesco Molino nacque ad Ivrea nel 1768.

La sua biografia presenta molte lacune, ma si sa per certo che tutta la prima parte della carriera di solista venne svolta nella regione di origine, prima come oboista nella banda del Reggimento Piemontese, quindi dal 1786 al 1789 in qualità di violista nell’orchestra del Teatro Regio di Torino, ed infine, sempre a Torino, violinista nell’orchestra della Cappella Reale (1814-1818).

Fu però alla chitarra che dedicò buona parte della sua produzione per cui, a partire dal 1820, si spostò a Parigi, dove già risiedevano altri prestigiosi colleghi, quali il napoletano Carulli, il livornese Gragnani e lo spagnolo Sor.

In quel momento, nella capitale francese lo strumento stava conoscendo un successo senza precedenti, ed i cosiddetti “Salons”, luoghi dove si incontravano borghesia e aristocrazia, pullulavano di strumentisti e compositori impegnati a mettere in mostra tutto il loro virtuosismo.

Non era certamente tutto oro quello che riluceva in quanto, sull’onda lunga del successo, le case editrici musicali pubblicavano spesso anche spartiti di scarso valore, purché ben accetti dal pubblico degli appassionati.

L’arrivo di Molino a Parigi provocò un vero e proprio terremoto, in quanto il musicista era portatore di idee fortemente innovative, diffuse grazie alla pubblicazione di alcuni manuali di tecnica chitarristica.

Si accesero, quindi, violente dispute fra i suoi sostenitori, definiti “molinisti”, e i detrattori, più legati alla tradizione, soprannominati “carullisti”.

Un’idea di quanto fossero accese le polemiche la si può ricavare da una litografia satirica di Charles de Marescot, tratta dalla raccolta “La Guitarromanie”, dove venne immortalata la lotta fra le due fazioni, che si contendevano il primato a colpi di chitarra classica.

Recentemente la Tactus ha dedicato a Molino un cd dove è riportato, in prima registrazione assoluta, l’integrale dei brani per flauto, viola e chitarra, che comprende il Grand Trio Concertant, op. 30, i Trois Trios, op. 4 e il Second Grand Trio Concertant, op. 45.

L’interpretazione è affidata ad un prestigioso terzetto, formatosi per l’occasione, costituito dal chitarrista Gianluigi Giglio, che ha curato il recupero e la trascrizione delle partiture, nonché il libretto di accompagnamento del disco (la cui copertina riporta la litografia citata in precedenza), dal violista Raffaele Mallozzi e dal flautista Carlo Tamponi, questi ultimi in forza all’Orchestra dell’Accademia di S. Cecilia.

Il trio mostra un ottimo affiatamento e si rende protagonista di una esecuzione che risponde pienamente allo spirito di questi brani, piacevoli all’ascolto, salottieri ma mai banali, contribuendo ad evidenziare un autore di buon livello, sicuramente meritevole di una maggiore considerazione.