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Neo Percussion Ensemble

Brani classici sotto una veste particolarmente originale

Copertina cd neo percussion ensembleSe in questi giorni vi recate a Dublino, percorrendo Grafton Street nelle ore serali vedrete un capannello di gente che si assembra attorno a due giovani e formidabili percussionisti.

Si tratta del Neo Percussion Duo, formato da Danil Vasiliev e Ivan Ivanchenko, il primo nato a S. Pietroburgo, il secondo a Omsk, musicisti con alle spalle già una notevole carriera e studi vasti ed approfonditi, che si alternano alla marimba ed al vibrafono.

Il fatto di trovarli per strada non ci deve meravigliare più di tanto poiché, in alcuni paesi, questo tipo di esibizioni risulta particolarmente frequente, oltre a rappresentare un ottimo veicolo pubblicitario, soprattutto se l’esibizione viene portata avanti intrattenendo i passanti con esecuzioni di evergreen di musica classica e jazz, fornendo contemporaneamente notizie sui brani eseguiti e sui loro autori.

Prima di suonare in duo con Ivan Ivanchenko, Danil Vasiliev ha girato l’Europa insieme ad altri tre colleghi di S. Pietroburgo, Anton Nazarko, Timur Fedorov e Alexander Veselov, con i quali formava il Neo Percussion Ensemble, scioltosi nel 2005, quando ognuno prese la propria strada artistica.

A quel periodo si riferisce un cd autoprodotto, intitolato semplicemente “Neo Percussion Ensemble”, che può dare molto bene l’idea del tipo di musica che ancora oggi Vasiliev suona, insieme ad Ivanchenko, sui palcoscenici all’aperto delle principali città del Nord Europa.

Il disco, che contiene diversi pezzi famosissimi, inizia con l’ Ouverture mozartiana tratta da “Le Nozze di Figaro”, alla quale fa seguito la meno nota “Marcia” da “L’amore delle tre melarance” di Prokofiev.

Si passa quindi a Vivaldi ed alle sue “Quattro Stragioni”, seguite dall’Ouverture della Carmen di Bizet e da due motivi resi celebri dal Concerto di Capodanno, la Tritsch-Tratsch Polka di Johann Strauss figlio (scritta, nemmeno a farlo apposta, a San Pietroburgo) e la Radetzky March di Johann Strauss padre.

E’ poi la volta di alcune incursioni nel genere popolare, con la Danza Slava n. 8 del ceco Dvořák, due Danze Ungheresi, la n. 5 e la n. 6, di Brahms e la “Danza delle Sciabole”, dal balletto “Gayaneh” di Khachaturian, legata al folklore armeno.

La conclusione è rivolta al norvegese Grieg, con la prima delle due suite ricavate dalle musiche di scena per il Peer Gynt di Ibsen, fra le quali spiccano, per maggiore popolarità, “Il Mattino” e “Nell’antro del re della montagna”.

Tutti i brani che vi abbiamo elencato, eseguiti con strumenti quali marimba e vibrafono, acquistano un fascino particolare, grazie anche alla bravura degli esecutori.

In definitiva un cd abbastanza unico nel suo genere che, nato con lo scopo principale di andare incontro al grande pubblico, può essere apprezzato anche dagli appassionati più esigenti.