Il penultimo appuntamento con i “Concerti di Autunno”, la rassegna organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli, ha avuto come ospiti il chitarrista Gianluigi Giglio ed il violoncellista Danilo Squitieri (che ha sostituito all’ultimo momento il suo maestro Ilie Ionescu).
La serata, dal titolo “Due strumenti a confronto in una suite di Bach”, partiva da un ambizioso progetto, che consisteva nel proporre la Suite in sol minore BWV 995 per liuto, prima nella trascrizione in la minore per chitarra e poi nella versione originale per violoncello, nota come Suite n. 5 in do minore BWV 1011 che, a dispetto del numero d’opera superiore, fu scritta precedentemente.
Entrambe si situano nel periodo durante il quale il grande compositore tedesco era a Köthen (1717-1723), maestro di cappella alla corte del principe Leopoldo.
Poiché quest’ultimo era di fede calvinista, seguiva i dettami del teologo francese che vietavano l’esecuzione di musica troppo elaborata durante le funzioni sacre, per cui Bach in quegli anni concentrò i suoi sforzi sulla produzione cameristica, portando a termine capolavori quali le Suite per violoncello solo ed i Concerti Brandeburghesi.
Ritornando al concerto, i timori principali vertevano sull’interrogativo riguardante l’effettiva percezione, da parte della platea, delle differenze fra i due brani, a prescindere dalla diversità insita negli strumenti.
Grazie agli eccezionali interpreti, il confronto fra le due partiture è emerso in tutta la sua pienezza e così Giglio, dall’alto della sua esperienza, ha disegnato una suite di estrema raffinatezza, con sonorità a volte quasi impercettibili e molto vicine a quelle del liuto, mentre Squitieri, pur giovane, si è dimostrato un musicista maturo, fornendo al brano una forte compattezza unita ad un suono nitido e preciso.
I due musicisti hanno poi chiuso il programma con un ulteriore esperimento, consistente nell’eseguire alcune delle Invenzioni a due voci per cembalo, sempre di Bach, affidando alla chitarra il motivo originariamente ideato per la mano destra ed al violoncello la funzione di basso, concepito per la mano sinistra.
Il risultato complessivo è stato di estremo interesse ed ha anche evidenziato l’ottimo affiatamento raggiunto dal duo.
Al termine del concerto, il numeroso pubblico presente ha lungamente applaudito gli artisti ed ha chiesto e ottenuto un bis, rivolto al repertorio iberico, con il quale Giglio e Squitieri si sono accomiatati ponendo fine ad una serata di grande livello.

Marco del Vaglio








