Daniele Sepe a "I suoni di Napoli"

Domenica 29 novembre secondo appuntamento con la rassegna organizzata dall'Associazione Professori Alessandro Scarlatti

Logo I Suoni di NapoliDomenica 29 novembre, alle ore 19.00, nella Christ Church “Chiesa Anglicana di Napoli” (via S. Pasquale a Chiaia, 15), per la rassegna “I suoni di Napoli”, curata dall’Associazione Professori Orchestra Alessandro Scarlatti, concerto intitolato “Daniele Sepe e…” con Daniele Sepe (sassofoni e flauti), Auli Kokko (voce) e Piero De Asmundis (pianoforte)

Costo del biglietto
Intero: 10 Euro
Studenti: 3 Euro
Formula 2×3 a chi è interessato all’acquisto di tre biglietti al prezzo di due

Ufficio Stampa:
Gennaro Pasquariello
cell.: 335 - 83.16.444
www.maydaynews.it

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Programma

Victor Jara: Luchin

Pietro Gori: Sante Caserio

Georges Brassen: Les amourex des banc public

Daniele Sepe: Yerakina

Victor Jara: Te recuerdo Amanda

Jean Mari Carlotti: Anita e Pepin

Daniele Sepe: Le saltarelle

Ria Rosa: Fresca fresca

Ria Rosa: Nu poco e sentimento

Daniele Sepe: Tammurriata

Daniele Sepe: Serenata alla Carpinese

Daniele Sepe: Ave de li puverielli

Daniele Sepe: Ce me pe ti zog

Vittorino: Menina Astàs Á Janela

Harry Belafonte: Jamaica farewell

tradizionale: Madre de Deus

Daniele Sepe: Nu hoppar haren kroka

Luigi Tenco: Vedrai vedrai

Daniele Sepe
Daniele Sepe è la napoletanità che si fonde con il jazz, il funk, il folk balcanico e il rock, una contaminazione continua dove la vivacità e la forza dei suoni si accompagna ad una sentita critica sociale che non disdegna anche il gioco dell’ironia.

La carriera artistica del poliedrico artista napoletano parte nella seconda metà degli anni ‘70 con il gruppo operaio di Pomigliano D’Arco E Zezi insieme al quale incide e suona per alcuni anni.

Nel frattempo gli studi sul flauto si concludono con un diploma al conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli; ma il vero amore è il sassofono. La sua corrosiva forza entra in contatto con gruppi della new wave partenopea come Little Italy, Bisca e Degrado collaborando in alcuni concerti.

La passione e le capacità tecniche sono tante, i guadagni pochi e dunque Sepe si dedica dapprima alla musica barocca e poi al ruolo di turnista a fianco di musicisti quali Nino D’Angelo, Gino Paoli, Eduardo De Crescenzo e Nino Buoncore.

In questo periodo s’inverte la rotta: poco entusiasmo e maggiori entrate economiche. Questi sacrifici però non sono vani perché il sassofonista riesce ad autoprodursi il primo album “Malamusica” che ottiene un buon riscontro dalla critica, così come i seguenti “L’uscita dei gladiatori” e “Play standards and more”.

E’ grazie a Ninni De Pascale della Polo Sud records che Daniele Sepe ottiene il suo primo contratto discografico sancito dal disco “Vite Perdite”.

Forse inaspettato quanto meritato, il lavoro riceve un unanime consenso di critica e pubblico tanto che alcuni registi cinematografici (Martone, “L’amore molesto”, Ferrario, “Figli d’Annibale”, Battiato, “Cronache di un amore violato” e numerosi altri) lo scelgono per musicare le proprie pellicole. Dopo queste impegnative quanto prestigiose fatiche, che gli permettono anche di far conoscere maggiormente il proprio nome, Sepe incide dapprima “Spiritus Mundi” e poi il suo primo album per Il Manifesto “Trasmigrazioni”.

La stima di questa nuova etichetta nei suoi confronti è suggellata dalla stampa dell’antologico “Viaggi fuori dai paraggi”.

I primi premi arrivano con “Lavorare stanca”, libro-cd che riceve tra l’altro il premio Tenco come miglior album in dialetto e la nomination al Premio Italiano della Musica (PIM). In coda agli anni ‘90 è invitato in prestigiosi festival europei come il Womad Bruxelles, “Les Allumees” di Nantes, “Beethoven Kunstnhalle” di Berlino.

Non è quindi un caso che grazie a “Conosci Victor Jara” entra nelle classifiche indies italiane. Nel 2000 pubblica “Truffe & Other Sturiellett” a cui segue la messa in scena al Teatro Argentina dei “Dieci comandamenti” di Raffaele Viviani, realizzato insieme a Mario Martone.

Le 20.000 copie vendute del successivo “Jurnateri” rappresentano una gran bella soddisfazione per Sepe, che ritorna di nuovo a collaborare con il cinema nei film di Gabriele Salvatores “Amnésia” e “Casa di frontiera” di Massimo Costa.

Nel 2002 pubblica “Anime Candide” (canzoni d’ amore e di guerra) per il manifesto cd, che vende oltre 20.000 copie (e continua a vendere).

Sempre con il manifesto pubblica sul finire del 2004, “Nia Maro”, disco che registra il medesimo successo del precedente.

Due anni dopo, nel 2006, Sepe affronta a proprio modo gli anni settanta, politicamente e musicalmente, con “Suonarne uno per educarne cento”, una sorta di summa di tutto ciò ha influenzato il Sepe musicista e militante. Dissacrante come nessun altro lavoro del musicista, ottiene grandi recensioni dalla stampa e ottime soddisfazioni di vendita.

Dal 2004 al 2009 si sviluppa la collaborazione con Arealive che porta Daniele Sepe con i suoi vari progetti a fare oltre 500 concerti in giro per il mondo e a produrre altri 3 CD oltre il CD/Progetto della BRIGADA INTERNAZIONALE.

Nel 2003 partecipa come unico musicista italiano ospitato allo “Strictly World Music Festival” edizione 2003 a Marsiglia, così come è stato l’unico a rappresentare il nostro paese nell’estate 2004 Sziget festival di Budapest.

Auli Kokko
Straordinaria cantante svedese con Sepe da molti anni, ma anche insospettabile voce solista dei Planet Funk e attrice con Peppe Barra.

Piero De Asmundis
Pianista, tastierista e compositore, autore di colonne sonore e collaboratore tra gli altri di Lepoldo Mastelloni, Marco Zurzolo e Antonio Onorato.

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