Doppio appuntamento con l'Associazione Alessandro Scarlatti

Giovedì 18 novembre presentazione del volume "Appunti di viaggio. Novant'anni dell'Associazione Alessandro Scarlatti" seguita dal concerto del Quartetto Emerson

Logo Associazione Alessandro ScarlattiGiovedì 19 novembre, in Castel Sant´Elmo, si terrà una serata assai speciale per l’Associazione Alessandro Scarlatti: alle ore 19, Sandro Cappelletto e Gioacchino Lanza Tomasi presenteranno il volume “Appunti di viaggio. Novant’anni dell’Associazione Alessandro Scarlatti”, a cura di Renato Bossa, edito da Grimaldi & C.

A conclusione delle celebrazioni dei 90 anni della Associazione, questo volume raccoglie i ricordi di un gruppo di autori “amici”, che hanno partecipato più o meno direttamente alla vita e ai concerti dell’Associazione creando un vero e proprio cahier de voyage collettivo.

Dopo la presentazione, alle ore 21, avrà luogo il concerto del Quartetto Emerson, il grande complesso statunitense che ha da poco festeggiato i trent’anni di carriera, che proporrà musiche di Antonín Dvořák, Leós Janáček e Franz Joseph Haydn.

Le tre pagine in programma, pur differenti per epoche di composizione e autori, hanno un singolare punto in comune.

La forma del quartetto per archi ha fatto riferimento fin dai suoi inizi (nell’ambito del classicismo viennese fra Sette e Ottocento, del quale Haydn è considerato il padre fondatore) a un ideale di musica pura, astratta combinazione di suoni aliena dunque da intenti narrativi.

Nonostante questa premessa, ribadita dalla maggioranza dei lavori scritti anche in seguito per questo organico, le tre composizioni che stiamo per ascoltare non solo hanno un titolo “programmatico” ma condividono tutte, sia pure in modi diversi, l’idea di una musica descrittiva.

Costo del biglietto

I settore: 28 Euro
II settore: 21 Euro
III settore: 18 Euro - Ridotto giovani (fino a 31 anni): 8 Euro
Last minute giovani (fino a 31 anni): 3 Euro in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni
Infoline: 081 406011
Sito web: www.associazionescarlatti.it
e-mail: info@associazionescarlatti.it

Programma

Antonín Dvořák
(1841 - 1904): brani tratti da Cypřiše (“I Cipressi”) B.152

Leós Janáček (1854 - 1928): Quartetto n. 1 “Sonata a Kreutzer”

Franz Joseph Haydn (1732 - 1809): Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla Croce Hob. XX/1A

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Premessa al volume “Appunti di viaggio. Novant’anni dell’Associazione Alessandro Scarlatti” di Renato Bossa

Come già suggerisce la bella metafora che dà il titolo a quest’opera, possiamo considerare questo libro un vero e proprio cahier de voyage collettivo.

Infatti, tutti coloro che, in qualità di amici della “Scarlatti”, hanno partecipato alla stesura e alla realizzazione di questo testo, conservano di questo viaggio, una propria memoria.

Nessuno degli autori qui raccolti ha potuto effettuare il percorso per intero, giacché il cammino è iniziato molto tempo fa.

Tutti però, hanno compiuto con la Scarlatti un tratto di strada significativo, di cui ciascuno custodisce sensazioni, impressioni e ricordi.

Per ripercorrere tali ricordi e raccontare di persone e paesaggi sonori che hanno lasciato un segno forte, ognuno degli autori si è servito anche di testimonianze d’epoca e materiale d’archivio; e il lettore dell’opera troverà in allegato un utile cd-rom con tutte le tappe e i protagonisti del viaggio.

Molti e diversi gli autori chiamati a raccolta e differenti, quindi, anche i punti di vista dai quali il viaggio è stato raccontato.

Negli anni più recenti, la Scarlatti ha avuto il privilegio della complicità intellettuale e dell’adesione ai progetti, da parte di Nicola Spinosa, sovrintendente per il Polo Museale Napoletano: la sua risulta quindi una testimonianza di prima mano di come le occasioni musicali si siano intersecate con i luoghi dell’arte a Napoli, favorendo scoperte e incontri talora inaspettati.

Dalle parole di Spinosa emerge anche la disponibilità, dimostrata da lui e dal suo predecessore Raffaello Causa, ad “ospitare” la nostra musica in luoghi di grande fascino e prestigio, favorendo così un dialogo fertile fra arti differenti.

Quella offerta da Vincenzo de Gregorio è una pagina preziosa, perché si basa sui ricordi personali che egli tuttora conserva della fondatrice della nostra Associazione, Emilia Gubitosi.

La stessa figura risalta in primo piano nell’ampio affresco che Domenico Antonio D’Alessandro dedica ai primi anni della “Scarlatti”, attraverso un’indagine ricca di documentazioni e di grande pregio musicologico.

Va anzi detto che l’articolo qui pubblicato verrà riproposto in una veste arricchita di ulteriori documenti d’epoca, in uno dei prossimi Quaderni dell’Associazione Scarlatti.

Molte e variate nel corso di questi novant’anni, le proposte musicali offerte al pubblico.
Per raccontare di questo vasto aspetto ognuno di noi ha scelto un itinerario personale.

Pier Paolo De Martino ne ha narrati due, diversi per le epoche considerate e per i problemi ad esse connessi.

Il primo itinerario indaga il cuore del repertorio della Scarlatti, quella Musica da camera che è a fondamento della nostra Associazione, non solo perché incontra il gusto di una grande parte del pubblico, ma anche perchè la sua diffusione e il suo ambito reservato sono alla base della fondazione della nostra e di altre consimili Società di Concerti.

Il secondo articolo di De Martino ripercorre la collaborazione con la RAI, i Festival e le altre manifestazioni organizzate insieme, e quindi anche le vicende di un’orchestra che, nata sotto l’egida della Scarlatti, mantenne il proprio nome anche quando passò a far parte delle orchestre dell’Ente Radiotelevisivo di Stato, prima che una mai abbastanza deprecata decisione decretasse lo scioglimento di tre delle quattro formazioni.

Alle aperture novecentesche della Scarlatti sono dedicati due scritti.

Per molte musiche dello scorso secolo, così come di quello appena iniziato, risulta arduo distinguere gli ambiti in cui catalogarle.

Tuttavia una sorta di comune sentire separa gli autori che scelgono di collocarsi con le loro musiche nel solco di una tradizione dalle radici lontane e che in ogni caso si collega al mondo euro-colto (a questa parte dedica il proprio contributo Laura Valente), dai musicisti che si richiamano invece ad esperienze diverse per motivi geografici, stilistici o di modelli di riferimento (“Fuoricatalogo” è l’eloquente titolo del saggio di Stefano Valanzuolo).

Un altro appunto relativo al nostro viaggio non poteva non citare i moltissimi compagni di strada che lo hanno compiuto insieme con noi: ai grandi interpreti che si sono susseguiti sui vari palcoscenici della Scarlatti è dedicato quindi il ricordo di Paola De Simone.

E fa piacere pensare che più di un lettore si stupirà nello scorrere un albo d’oro che, giustamente, ci inorgoglisce.

Il contributo di Luigi Maria Sicca guarda al nostro viaggio con un’ottica diversa: se gli altri autori fin qui citati sono tutti legati professionalmente al mondo della musica, il saggio dedicato alle Settimane di musica d’insieme è invece opera di uno studioso che, oltre a esserne stato un appassionato e attento testimone, parla della nostra attività e dei nostri sforzi, con l’ottica dell’economista e indaga così il funzionamento di quello che lui stesso definisce “un laboratorio che intercetta gli umori del contesto socio-economico” e che è rimasto, dalla sua fondazione nel 1971, uno degli appuntamenti più attesi dal nostro pubblico.

Quartetto Emerson

Acclamato ovunque per il suo livello artistico e lo stile interpretativo estremamente dinamico, l’Emerson String Quartet ha ottenuto una quantità impressionante di riconoscimenti: una brillante serie di incisioni documentate dalla Deutsche Grammophon a cui sono legato dal 1987 da un contratto in esclusiva, otto Premi Grammy - di cui due per il miglior Album di musica classica (risultato senza precedenti per un gruppo cameristico) -, tre Gramophone Awards e inviti dalle sale concertistiche più prestigiose del mondo.

Oggi il Quartetto è famoso a livello internazionale per l’entusiasmo e la maestria con cui esegue sia la musica classica che quella contemporanea.

Anche l’agenda 2009-2010 è fitta d’impegni (oltre 90) e comprende tre concerti alla Queen Elizabeth Hall di Londra, due a Wigmore Hall, esibizioni a Praga, al Festival Internazionale di Edinburgo ed un tour europeo che toccherà Spagna, Germania, Italia, Svizzera, Austria e Francia.

Inoltre sono previsti tre serie di concerti intitolati “Avventure nella Boemia” da tenere alla Alice Tully Hall del Lincoln Center di New York recentemente rimodernata, che sfoceranno anche in una raccolta di tre cd per la Deutsche Grammophon, comprendente gli ultimi quartetti per archi, “Cipressi” ed il quintetto per viola di Dvorák, che saranno pubblicati nel 2010.

Altri concerti vedranno l’Emerson protagonista a Philadelphia, New Orleans, San Diego, Boston, Pittsburgh, Seattle, Houston, Salt Lake City, Calgary, Toronto e Vancouver

Il prossimo anno il quartetto sarà impegnato anche in una tournée asiatica, durante la quale terrà concerti a Seul, Tokyo, Hong Kong e Taipei

L’Emerson è il Quartetto residente allo Smithsonian Institution di Washington, DC, dove ha organizzato la sua trentesima stagione musicale (che fa sempre il tutto esaurito!) e alla Stony Brook University dove, oltre ad insegnare musica da camera durante l’anno accademico, ha tenuto impegnativi seminari nel 2004, 2006 e 2008.

Tuttora porta avanti anche dei corsi al Weill Music Institute della Carnegie Hall.

Nel 2000, è stato nominato “Ensemble dell’Anno” dalla rivista Musical America e nel 2004 il Quartetto ha ricevuto l’Avery Fisher Prize, primo ensemble da camera ad ottenerlo.

Costituitosi nel 1976, anno del bicentenario degli Stati Uniti, l’Emerson String Quartet ha preso il suo nome dal grande poeta e filosofo americano Ralph Waldo Emerson.

I violinisti Eugene Drucker e Philip Setzer si alternano nella parte di primo violino e a loro si aggiungono il violista Lawrence Dutton e il violoncellista David Finckel.

Dal gennaio 2002 il Quartetto suona in piedi, il violoncellista su di una pedana, e ormai adottano questa procedura in tutte le loro esecuzioni.

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