Due giorni dedicati all’organo

L’Associazione “Giovanni Maria Trabaci” ha organizzato un convegno di studi e una visita guidata agli organi storici di Napoli

Logo Associazione TrabaciNata appena tre anni fa, l’Associazione Giovanni Maria Trabaci rappresenta a Napoli un solido punto di riferimento per quanto riguarda le manifestazioni legate alla divulgazione della letteratura organistica.

Se n’è avuta la conferma anche recentemente, in occasione di una due giorni che comprendeva un convegno, dal titolo “L’organo tra storia e società nel Settecento Napoletano” ed una visita guidata ad alcuni degli organi storici della Campania.

Per quanto riguarda il convegno, si è svolto nella Sala Conferenze della Chiesa di Santa Caterina a Chiaia ed ha avuto come relatori Mons. Vincenzo De Gregorio, il Prof. Avv. Marco Corcione, il Prof. Livio De Luca, il dott. Gian Marco Vitagliano e, come moderatore, il Prof. Mauro Castaldo (nella foto in basso).

Foto Mauro castaldoE’ stato quest’ultimo ad aprire i lavori, riassumendo la intensa attività dell’associazione Trabaci, da lui presieduta, che in questi tre anni, oltre Napoli, ha toccato il Sannio ed Ischia, con un totale di circa 80 concerti.

Il maestro, che è Titolare della Cattedra di Organo e Composizione Organistica al Conservatorio di Musica di Benevento, ponendo l’accento sull’importanza del patrimonio organistico napoletano, in gran parte risalente al Settecento.

Dal canto suo Mons. De Gregorio, Organista Titolare e Maestro della Cappella Musicale del Duomo di Napoli, ha sottolineato come lo strumento stia vivendo una nuova primavera, grazie anche all’annullamento, da parte del cardinale Sepe, della norma varata dal suo predecessore, che permetteva ad ogni chiesa un massimo di due concerti organistici all’anno.

Una decisione scaturita in risposta al fatto che, per un lungo periodo, le chiese hanno ospitato, spesso e volentieri, eventi musicali che stridevano fortemente con il luogo di culto (ma, a nostro parere, con un minore lassismo e, soprattutto, una adeguata preparazione dei responsabili ecclesiastici, si poteva tranquillamente evitare una imposizione così restrittiva, che ha per anni tagliato le gambe ad un settore così importante per le tradizioni culturali della città).

De Gregorio ha inoltre ricordato come l’organo, nel Settecento, avesse una funzione altamente sociale, in quanto le classi meno abbienti potevano ascoltare della buona musica soltanto in chiesa.

E’ toccato quindi all’avvocato Marco Corcione, Docente di Storia del Diritto Italiano della Facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università degli Studi di Napoli che, partendo dal suo ambito, ha descritto un paio di contenziosi occorsi nel Settecento ad Afragola e a Frattamaggiore, aventi come argomento la richiesta di fondi per la ristrutturazione dei locali organi.

Foto Livio de lucaQuanto mai particolare il successivo contributo del Prof. Livio De Luca (v. foto), Ispettore Onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la tutela e la vigilanza degli Organi storici, che ha sottoposto ai convenuti le sue originali considerazioni.

Nel suo brevissimo intervento si è soffermato sia sulla necessità di salvaguardare gli strumenti storici, non come azione di mera archeologia, ma in quanto base da cui partire per sviluppare nuovi orizzonti, sia sull’omologazione della musica, iniziata proprio nel Settecento, arrivando a dimostrare come la musica classica e quella dei cantanti neomelodici, per quanto possano apparire agli antipodi, si basino su un sistema identico.
Chiusura con il dott. Gian Marco Vitagliano, che ha riportato al suo antico splendore l’organo della chiesa del SS. Salvatore a Piscinola, uno strumento considerato Ottocentesco ed in realtà, per vari particolari riportati alla luce durante il restauro, antecedente di almeno un secolo e, forse, costruito all’indomani del terremoto del 1688, quando la chiesa subì dei danni gravissimi.

Come testimonianza del suo operato, e per sottolineare la brillantezza del suono dell’organo, il dottor Vitagliano ha poi fatto ascoltare alcuni frammenti registrati durante l’esecuzione di un concerto, concludendo così il suo intervento.

L’incontro è terminato con i saluti ed i ringraziamenti del prof. Castaldo a tutti i presenti e, in particolare, a padre Calogero Favata, priore del convento di S. Caterina a Chiaia, che ha ospitato l’incontro, dando appuntamento al giorno dopo, per la visita guidata ad alcuni degli organi storici di Napoli.

Foto organo Santa RestitutaL’indomani, più di 70 persone (cifra ragguardevole se si pensa la poca pubblicità ricevuta dall’evento) hanno partecipato al tour, partito dalla Cattedrale di Napoli con la visita agli organi della Cappella del Tesoro e della Basilica di Santa Restituta (v. foto), sui quali il maestro Livio De Luca ha eseguito alcune composizioni di Carlo Cotumacci.

Seconda tappa il Pio Monte della Misericordia, con visita sia alla quadreria, sia all’organo, suonato dal maestro Maurizio Rea, e conclusione nel Complesso monumentale di S. Caterina a Formiello, dove il maestro Mauro Castaldo ha interpretato brani di Giovanni Salvatore utilizzando il prestigioso organo “Giuseppe di Martino” del 1718.

Si è così chiusa una due giorni particolarmente significativa, che ha confermato l’interesse degli appassionati intorno all’organo e la validità del progetto di divulgazione culturale per il recupero e la valorizzazione del patrimonio organario napoletano portato avanti dalla Associazione “Giovanni Maria Trabaci”.

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