Eccezionale "prima" napoletana dell'op. 53 di Haydn

Il trio Mallozzi-Falasca-Fasciano apre la XII edizione del Festival di Musica da Camera con un concerto di altissimo spessore

Foto Trio Mallozzi-Falasca-FascianoForse nemmeno Alfredo de Pascale, direttore artistico dell’Associazione Napolinova, immaginava che l’inaugurazione del XII Festival di Musica da Camera, tenutasi nella consueta cornice della sala del Toro Farnese, sarebbe stata caratterizzata da una attesa quasi spasmodica.

Fatto sta, che la notizia della prima esecuzione napoletana dei Tre trii, op. 53 di Haydn, ha ottenuto sulla rete, fino a giungere addirittura al portale di Libero, quella attenzione completamente mancata sui giornali cittadini, dimostratisi anche in questa occasione piuttosto tiepidi quando non totalmente assenti.

Ma cosa hanno di particolare questi brani, che rappresentano delle trascrizioni, per viola, violino e violoncello, delle sonate per pianoforte n. 38, 39 e 40, oltre al fatto che risultano praticamente assenti dalla discografia?

Forse, il mistero può essere spiegato fondamentalmente con un paio di considerazioni, collegate fra loro.

La prima è che, trovare un trio stabile per viola, violino e violoncello non è molto semplice, vista la rarità di pezzi composti per questo tipo di formazione.

La seconda dipende dalla elevata difficoltà dell’op. 53 di Haydn, che non solo scoraggia gli esecutori alle prime armi, ma anche i solisti affermati in quanto, considerando l’insolito organico, sarebbero costretti a riunirsi per l’occasione e “perdere” una certa quantità di tempo, prima di acquisire una dimestichezza tale da non farli sfigurare.

Ci vuole, quindi, un equilibrio ben calibrato di bravura, personalità ed esperienza (e perchè no, anche una discreta dose di incoscienza giovanile), per affrontare questi trii e la formazione che ha interpretato i pezzi di Haydn possedeva tutte queste caratteristiche.

Infatti, se Fabrizio Falasca al violino (21 anni) e Silvia Fasciano al violoncello (23 anni), costituivano gli elementi esperti ma ancora giovani, il ruolo del solista affermato era ricoperto dal violista Raffaele Mallozzi.

Indubbiamente i consigli di quest’ultimo avranno giovato alla buona riuscita dell’intera esibizione ed all’ottimo affiatamento raggiunto dal trio, ma non è mai apparso, durante l’esecuzione, alcun segnale di sudditanza o di accondiscendenza nei confronti del “maestro”, essendosi mossi tutti su un piano di perfetta parità.

Così Fabrizio Falasca ha confermato le impressioni molto da noi ricevute la prima volta che lo abbiamo ascoltato, e stavolta poteva contare su un nuovo violino affidatogli di recente da una fondazione, mentre Silvia Fasciano ci ha colpiti sia per il suono pieno e corposo del suo violoncello, sia per una espressione costantemente gioiosa, rara fra i concertisti, che trasmetteva, nella maggior parte degli spettatori, un grande senso di serenità, e in una minoranza, eccessivamente conservatrice, una certa irritazione.

Per quanto riguarda la parte strettamente musicale, l’op. 53 di Haydn è lavoro di vasta complessità anche per l’ascoltatore e contiene numerosi passaggi di notevole fattura per cui, a nostro avviso, appare sicuramente degna di uscire dal limbo nel quale finora è stata relegata.

Per la cronaca, il programma si completava con l’Allegro, unico movimento del Trio n. 1 in si bemolle maggiore D 471, che uno Schubert diciannovenne lasciò incompleto.

Riguardo al pubblico, che ha gremito all’inverosimile la Sala del Toro Farnese, a parte i consueti applausi fuori posto, che fanno comprendere come ormai più nessuno legga i programmi di sala, è apparso silenzioso come non mai, segno che il trio è riuscito a catturare l’attenzione dei presenti, il che ha un valore quasi pari ai brani eseguiti in prima assoluta.

Chiudiamo complimentandoci sia con i musicisti, sia con Alfredo de Pascale, che ha ancora una volta centrato il suo obiettivo, riuscendo a far incontrare solisti che, altrimenti, non avrebbero mai suonato insieme.

Vogliamo ringraziare, infine, tutti coloro che hanno contribuito (e ancora stanno contribuendo) ad alimentare sul sito una sorta di forum improvvisato intorno a questo evento, con opinioni e commenti talora divergenti, segno tangibile di un vivo interesse nei confronti della musica classica anche da parte dei giovani.

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