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Marianna Bottini: Messa da Requiem

La Bottega Discantica dedica un cd alla compositrice lucchese dell'Ottocento

Copertina cd BottiniMarianna Motroni Andreozzi (1802-1858) nacque in una famiglia nobile di Lucca, da Sebastiano e Eleonora Flekestein.

Studiò pianoforte e contrappunto con Domenico Quilici e, a diciotto anni, fu ammessa alla prestigiosa Accademia Filarmonica di Bologna in qualità di “Maestra compositrice onoraria”, grazie a uno “Stabat Mater” e ad un “Requiem”, quest’ultimo scritto in occasione della morte della madre.

Dopo aver sposato, nel 1823, il marchese Lorenzo Bottini, figura importante nell’ambito della vita politica lucchese, rallentò notevolmente la sua attività.

Per tale motivo la sua produzione, conservata attualmente nell’Istituto Musicale Luigi Boccherini di Lucca, nell’ambito della collezione Bottini, è prevalentemente circoscritta ad un arco di tempo che va dal 1815 al 1822 (ovvero quando la musicista aveva fra i 13 ed i 20 anni), e comprende arie, duetti, romanze, musica strumentale da camera, concerti per pianoforte ed orchestra, pezzi di musica sacra, ed un’opera, “Elena e Gerardi”, composta nel 1822 e mai eseguita.

Va infine ricordato che fu la sola musicista alla quale vennero commissionati, tra il 1822 ed il 1840, alcuni brani per la tradizionale festa di S. Cecilia e che, al di fuori della attività artistica, ricoprì incarichi importanti come quello di ispettrice dell’Asilo infantile di carità.

A Marianna Bottini, “La Bottega Discantica”, casa discografica milanese, ha rivolto un cd, registrato “dal vivo” nella Chiesa Monumentale di S. Giovanni a Lucca, che raccoglie la Sinfonia in do maggiore e la Messa da Requiem, per soli, coro ed orchestra.

La prima, brevissima e molto vivace, fu scritta dalla compositrice nel 1818, e risente fortemente dello stile operistico del periodo, avendo come punto di riferimento autori come Rossini.

Dal canto suo, la Messa da Requiem, che risale all’anno seguente, e venne composta, come già accennato, in memoria della madre, è ugualmente pervasa da elementi legati all’opera lirica, con un deciso stemperamento dei momenti di maggiore tragicità.

Per quanto riguarda l’incisione, è purtroppo caratterizzata da molti rumori di fondo, e talora il suono del coro risulta piuttosto confuso.

Nonostante questo, è possibile apprezzare le belle voci dei solisti Maria Luigia Borsi (soprano), Anastasia Boldyreva (mezzosoprano) Samuele Simoncini (tenore) e Giuseppe Altomare (baritono), e la discreta prova dell’ Orchestra Luigi Boccherini, diretta da Gianfranco Cosmi, mentre i problemi esposti in precedenza penalizzano, in più di un’occasione, la “Cappella S. Cecilia” della cattedrale di Lucca, diretta da Mauro Fabbri.

In definitiva un cd che evidenzia una compositrice praticamente sconosciuta, il cui contributo alla musica dell’Ottocento, pur relativo esclusivamente agli anni giovanili, appare di estremo interesse.