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Mozart: Concerti per pianoforte ed orchestra n. 23 e n. 24

Mitsuko Uchida ricopre ottimamente il doppio ruolo di solista e di direttore dell’Orchestra di Cleveland

Copertina cd Uchida esegue MozartNell’ambito della consistente produzione mozartiana, i concerti per pianoforte ed orchestra occupano un posto di discreta rilevanza.

Ad essere precisi, ci sarebbe da puntualizzare che alcuni di essi furono certamente scritti per il clavicembalo o per il fortepiano.

Al proposito va però ricordato che, anche quelli composti appositamente per il pianoforte, strumento del quale Mozart aveva intuito le enormi potenzialità, erano destinati ad essere eseguiti su strumenti abbastanza diversi dagli attuali, più vicini al clavicembalo, con un suono ancora legato a spazi ristretti e non a grandi sale da concerto.

Per avere solo un’idea, basti pensare che lo Stein utilizzato da Mozart pesava appena una settantina di chili, contro gli oltre cinquecento di un moderno Steinway gran coda.

Disquisizioni storiche e filologiche a parte, è ormai pratica comune utilizzare il pianoforte, in quanto apporta una ricchezza di toni e sfumature tali da esaltare qualsiasi partitura.

E’ fuori di dubbio, inoltre, l’ enorme popolarità di questo repertorio nel campo discografico, concretizzatasi con una costante uscita di nuove incisioni, che riscuotono sempre un notevole successo.

I più richiesti sono certamente i concerti della maturità, composti a Vienna fra il 1782 ed il 1786.

Essi erano concepiti, quasi sempre, per essere proposti durante le cosiddette “accademie”, eventi dove Mozart era allo stesso tempo solista, direttore d’orchestra ed organizzatore, in quanto dai proventi della vendita dei biglietti dipendevano in gran parte le sue traballanti finanze.

A questa categoria appartengono anche i due concerti, il n. 23, in la maggiore K. 488 ed il n. 24, in do minore K 491, che la Decca ha recentemente registrato, avvalendosi dell’apporto di Mitsuko Uchida, pianista giapponese naturalizzata britannica, nel duplice ruolo di solista e di direttore, alla testa della Orchestra di Cleveland.

Eseguiti per la prima volta nel corso di due “accademie”, durante la Quaresima del 1786, i due brani vennero terminati a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, ma risultano molto diversi fra loro.

Infatti il n. 23 è arioso, vivace e presenta numerosi spunti operistici, dovuti probabilmente al fatto che Mozart, in quel periodo, stava completando “Le Nozze di Figaro”.

Ricco di chiaroscuri, invece, il n. 24, frutto sia dell’effettivo stato d’animo del compositore, sia di una apertura verso nuovi orizzonti, molto interessanti, che però gli alienarono il favore di buona parte del pubblico.

A tal proposito basti pensare all’intensità drammatica dell’ “allegro” che apre il brano ed all’organico orchestrale, il più vasto di tutti nell’ambito dei suoi concerti.

Per quanto riguarda l’interpretazione, i risultati raggiunti sono molto elevati, in quanto la Uchida mostra di essere all’altezza in entrambi i ruoli.

Così, come solista mette la sua esperienza al servizio di un’esecuzione ricca di sfumature, che sono poi trasferite, in qualità di direttore, all’intera orchestra.

Dal canto suo l’Orchestra di Cleveland si conferma come una delle compagini statunitensi più prestigiose, caratterizzate da un ottimo affiatamento e da un suono di assoluto livello.

In definitiva un cd che ci offre un’ottima versione di due capolavori del concertismo mozartiano, inserendosi fra le incisioni che contano.