Una partitura musicale per raccontare la perfezione dell’Universo

Lunedì 9 novembre, dopo Parigi Bruxelles e Amsterdam approda a Napoli il concerto-spettacolo "Cosmofonia" firmato Dissonanzen

Logo Dissonanzen 2009Lunedì 9 novembre, alle 20.30, alla Fondazione Morra, Palazzo Ruffo di Bagnara (Piazza Dante 89), Dissonanzen presenta Cosmofonia, il Concerto-Spettacolo, nato da un’idea di Tommaso Rossi e Gianni Trovalusci, secondo appuntamento di Dissonanzen.09, La Settimana di Musica Contemporanea.

Il progetto, che si avvale del video-design prodotto dallo Studio Alessandro Leone, già presentato a Parigi, Bruxelles e Amsterdam nell’ambito della Settimana della Lingua italiana, debutta ora a Napoli.

In scena Tommaso Rossi e Gianni Trovalusci, ai flauti, Enzo Salomone, voce recitante, video-design Studio Alessandro Leone.

Nel quattrocentesimo anniversario delle prime osservazioni di Galileo al cannocchiale il concerto-spettacolo Cosmofonia vuole aprire, con spirito aforistico, delle piccole finestre di dialogo sul rapporto tra la musica e la scienza, mettendo in serie testi letterari e scientifici e testi musicali, musiche antiche e moderne.

Marius Schneider, Galileo Galilei, Lucrezio, Cicerone, Bertold Brecht, Italo Calvino, accompagnate dalle note di Vincenzo Galilei, Giacinto Scelsi, Giorgio Battistelli, Bruno Maderna, Wolfgang Amadeus Mozart.

Secondo la teoria che fa capo al grande filosofo Pitagora, l’Universo non era altro che un insieme di ritmi, numeri e proporzioni; considerando che gli intervalli musicali quali l’ottava, la quinta, la terza si potevano ottenere facendo vibrare corde le cui lunghezze erano frazioni intere della lunghezza della nota fondamentale, lo stesso si poteva dire per il cosmo come sistema armonico, i cui sette pianeti conosciuti potevano essere messi in corrispondenza con le sette note naturali.

Viaggiando attraverso le tradizioni pre-scientifiche, gli scritti di Galileo, inclusa la drammatica abiura, e le leggiadre ironie di Italo Calvino i contenuti scientifici diventano anche pretesto per accostamenti e divagazioni musicali, che ora interpretano e amplificano il significato dei testi, ora sono ad essi legati per diretta vicinanza storica.

La scelta di due flauti, per narrare tutto questo, è spiegato da una leggenda Navajo: “Originariamente il popolo dei Navajo viveva in un’oscura caverna. Vi erano soltanto due flautisti ad animare un po’ quelle tenebre. Ma un giorno uno dei musicisti, toccando il soffitto della caverna con il suo flauto sentì una grande eco. Gli uomini e gli animali si misero allora a scavare una galleria nella direzione indicata dal suono e, percorrendola, arrivarono alla superficie della montagna. Fermati da un mare sconfinato suonarono i loro canti preferiti: il vento cominciò a soffiare e spazzò via le acque. I Navajo si stabilirono sulla terra, costruirono il loro sole e la loro luna e li affidarono alle cure dei due flautisti”.

Costo del biglietto: 5,00 Euro

Infoline
cell.: 334 86 14 679
sito web: www.dissonanzen.it

Ufficio Stampa
Giusi Zippo
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