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In ricordo di Joseph Grima

L’Autunno Musicale 2009 della Nuova Orchestra Scarlatti chiude nel nome del maestro scomparso dieci anni fa

Foto Joseph GrimaMaltese di nascita, Joseph Grima, dopo un lungo girovagare, era approdato a Napoli nel 1960, diventando in breve tempo una delle personalità artistiche più prestigiose della città.

Il suo fondamentale apporto al settore corale si concretizzò nel 1969, con la fondazione del Coro Polifonico di Napoli, che raggiunse in breve tempo elevatissimi livelli, e, in seguito, con la collaborazione ad altre realtà musicali, che si avvalsero del prezioso apporto del maestro.

Scomparso nel 1999, a soli 70 anni, Grima ha sicuramente lasciato un enorme vuoto e bene ha fatto la Nuova Orchestra Scarlatti a dedicargli l’appuntamento conclusivo dell’Autunno Musicale, svoltosi nell’Auditorium della Rai di Napoli.

Quattro i gruppi vocali che hanno partecipato al concerto, il Coro Universitario “Joseph Grima”, il “Vocalia Ensemble”, il Coro Polifonico Universitario di Napoli e la Corale Polifonica “Regesta Cantorum”.

Molto vario ed articolato il programma proposto, che si è aperto con la St Paul’s suite del britannico Holst, contributo alla musica tradizionale del suo paese di un autore noto soprattutto per aver scritto “I Pianeti”, vera e propria anticipazione del filone musicale legato alla fantascienza.

Foto Luigi Grima

Con il successivo Joy to the world di Händel, che dava anche il titolo alla serata, sono saliti sul palcoscenico il Coro Universitario “Joseph Grima” ed il “Vocalia Ensemble” diretti, insieme alla Nuova Orchestra Scarlatti, da Luigi Grima (uno dei figli di Joseph, che ricopre anche il ruolo di violinista nella compagine partenopea).

Ai due ensemble sono inoltre stati affidati il Magnificat, uno dei capolavori di musica sacra di Cimarosa, e la Christmas Lullaby di Rutter, altro compositore britannico molto noto per i suoi brani di argomento religioso.

La seconda parte è iniziata con la Nuova Orchestra Scarlatti che ha interpretato il Concerto Grosso, op. 6 n. 7 in si bemolle maggiore di Händel, ed è stata poi affiancata dal Coro Polifonico Universitario di Napoli e dalla Corale Polifonica “Regesta Cantorum”, entrambi fondati da Grima e attualmente diretti da Antonio Spagnolo.

I due gruppi hanno eseguito Confirma hoc Deus di Salieri, un’Ave Maria di Baiocchi, autore pesarese contemporaneo, chiudendo la loro esibizione con “Zadok the Priest” di Händel, che rientra nell’ambito del coronation anthem, ovvero un anthem (forma corale legata alle liturgie della chiesa anglicana) scritto appositamente per le cerimonie d’incoronazione (in questo caso il re era Giorgio II), tornato in auge di recente, in quanto il suo motivo iniziale è utilizzato come sigla della Champions League.

In complesso sia la Nuova Orchestra Scarlatti, sia i quattro ensemble, si sono dimostrati all’altezza di una intensa serata di ottima musica, mentre l’unica nota dolente è venuta dal pubblico, numerosissimo, che è riuscito a tranciare i due brani strumentali, con applausi inopportuni fra un movimento e l’altro.

Ma, a parte questo problema, che sta diventando sempre più difficile da risolvere, l’appuntamento conclusivo dell’Autunno Musicale della Nuova Orchestra Scarlatti ha rappresentato un segno tangibile che l’eredità di Joseph Grima non si è dispersa, in quanto, a dieci anni dalla scomparsa del grande maestro, le sue creature più prestigiose sono nelle ottime mani di Antonio Spagnolo, mentre il figlio Luigi guida altre due interessanti formazioni.