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In Terra Pax

Uno splendido cd della Naxos legato alla tradizione natalizia britannica

Copertina In terra PaxIl “carol” occupa ancora oggi un posto di rilievo, nell’ambito della musica natalizia dei paesi britannici.

Genere di origine medievale (il termine deriva infatti dal francese “carole”, danza rituale circolare diffusa tra il XII ed il XIV secolo, che veniva accompagnata da canti), conobbe un forte declino a partire dallo scisma della chiesa anglicana, e fu abbandonato quasi definitivamente nel momento in cui, a metà Seicento, Cromwell decise di imporre al Parlamento inglese un decreto di abrogazione del Natale.

Sopravvissuto soltanto nelle realtà rurali, il carol ritornò in auge verso la fine dell’Ottocento, grazie ad un ritrovato interesse nei confronti delle tradizioni popolari e alla presenza sulla scena di un nutrito gruppo di validi compositori.

Un’ampia ed interessante panoramica relativa a questo tipo di canti natalizi è presente in un recentissimo cd della Naxos, dal titolo “In Terra Pax – A Christmas Anthology”, che raccoglie una serie di brani, talora poco noti, di autori britannici attivi dalla fine dell’Ottocento ad oggi.

L’apertura è dedicata a “Christmas Day”, breve fantasia corale di Gustav Holst (1874-1934), conosciuto soprattutto per “I Pianeti”, pezzo in cui anticipava il filone della musica legata a temi di fantascienza.

A seguire “There is no Rose, op. 14” di John Joubert, nato in Sudafrica nel 1927 e Sir Christèmas di William Mathias (1934-1992), due autori più vicini ai nostri tempi, anche dal punto di vista musicale.

Il cd continua con una serie di musicisti del Novecento, formata da Herbert Howells (1892-1983), Gerald Finzi (1901–1956), Peter Warlock (1894–1930), Kenneth Leighton (1929–1988), John Rutter (1945) e John Gardner (1917), molti dei quali si sono prevalentemente dedicati al repertorio sacro.

Ultimo compositore considerato, Ralph Vaughan Williams (1872- 1958), fra i compositori britannici più prestigiosi di tutti i tempi, presente con i quattro brani relativi all’Inverno, naturalmente di argomento natalizio, tratti dalla cantata per coro femminile ed orchestra “Folksongs of the four seasons” (1950).

Veniamo, quindi, ai numerosi e bravissimi protagonisti, a cominciare dal City of London Choir, una delle migliori compagini non professioniste dell’Inghilterra, al suo esordio nel catalogo della Naxos, il cui direttore artistico Hilary Davan Wetton, per l’occasione è anche alla testa dell’Orchestra Sinfonica di Bournemouth.

Ricordiamo ancora le cinque ottime voci soliste di Julia Doyle (soprano), Lydia Challen (contralto) Julian Davies (tenore), Simon Oberst e Williams Roderick (baritoni), mentre l’organico strumentale è completato dal versatile Mark Williams (organo, pianoforte e celesta) e da Ben Glassberg (tamburello), che contribuiscono a fornire, insieme ai nomi citati in precedenza, un’idea molto precisa delle suggestioni collegate alla musica natalizia anglosassone.