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Musica Sacra dalla Idyllium

La casa discografica milanese fa emergere una delle realtà corali del nostro paese

Copertina cd Idyllium Musica SacraSeppur la tradizione italiana non sia pari a quella dei paesi nordici, anche da noi sono presenti numerosi cori amatoriali di buon livello.

Ce lo ricorda la casa discografica milanese Idyllium, che ha dedicato un recente cd al complesso formato dal Coro di Canossa (nato nel 1991 come formazione orientata verso i canti popolari degli alpini) e dalla Schola Cantorum di Canossa (nata nel 1995 e costituita da una ventina di elementi femminili di diverse età), diretti dal maestro Gian Pietro Capacchi, che rappresentano uno dei vanti della cittadina emiliana.

Il programma del disco propone alcuni brani, quasi tutti molto celebri, legati in prevalenza alla produzione dei secoli scorsi, ma non mancano riferimenti al repertorio contemporaneo.

L’apertura del disco è rivolta al celebre Panis Angelicus di César Franck, che utilizzò come testo la penultima strofa dell’inno latino Sacris Solemniis, scritto da S. Tommaso d’Aquino per la festa del Corpus Domini.

Il successivo Laudate Dominum di Mozart ha raggiunto una fama autonoma, pur se, in origine, era parte integrante del più ampio Vesperae solemnes de Confessore KV. 339, composto dall’autore austriaco nel 1780 per le funzioni liturgiche della cattedrale di Salisburgo.

Molto noto anche il Corale che chiude la Cantata “Herz und Mund und Tat und Leben” BWV 147, creata dal sommo Bach a Lipsia nel 1723 per la Festa della Visitazione della Vergine Maria, così come abbastanza familiare è Preghiera di Haendel, mutuata dal “Cantate Domino” dell’oratorio Giuda Maccabeo.

La breve panoramica sulla musica contemporanea comprende tre pezzi, il primo dei quali, Gerusalemme, appartiene a Bepi De Marzi (1935), uno dei nomi più importanti fra gli autori di musica liturgica, con un prestigioso passato anche di esecutore, che lo ha visto far parte, per venti anni, de “I Solisti Veneti”.

Gli altri due, Alleluja e Preghiera, sono di Roberto Formentini, versatile compositore trentenne, nativo di Reggio Emilia, che ha già al suo attivo una vasta esperienza.

Il cd si chiude con un altro classico, l’Ave Maria che Charles Gounod creò, abbinando al testo latino della preghiera, il Preludio n. 1 in do maggiore di Bach (dal Primo libro del Clavicembalo ben temperato BWV 846).

Riguardo agli interpreti, partiamo dalla soprano Chiara Giroldini, che dal 2006 ricopre anche il ruolo di collaboratrice alla direzione delle due compagini, la cui prova risulta molto convincente, in quanto l’artista possiede una bella voce e un indubbio talento.

Dal canto loro, il Coro e la Schola Cantorum di Canossa, ben diretti dal maestro Capacchi, evidenziano una buona amalgama e presentano una serie di interessanti individualità, mostrandosi all’altezza del difficile compito, con una leggera preferenza verso il repertorio contemporaneo.

Infine, vanno ricordati gli organisti Bo Wannefors e Michela Mantovani, ai quali è affidato il compito, svolto nel migliore dei modi, di accompagnare i coristi.

In conclusione un disco che ha il grande pregio di far emergere una realtà amatoriale di buon livello, come il Coro e la Schola Cantorum di Canossa, che ha già all’attivo un discreto numero di partecipazioni a prestigiose manifestazioni nazionali ed internazionali.